Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Massimo Salni Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno Una Riflessione
Tratta dalla Regola di San Benedetto



Giovedì 21 luglio 2016
Ger 2, 1-3.7-8.12-13; Sal 35
Vangelo secondo Matteo (13, 10-17)



Preghiera Iniziale


Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.
(Salmo 86, 5-6)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?».
Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!».





Medita


Nel secondo testo tratto dal capitolo che raccoglie numerose parabole, Matteo pone sulle labbra dei discepoli la domanda che dovremmo fare nostra: “Perché parli con parabole?”.
Il Maestro sceglie l'uso della parabola come strumento pedagogico per trasmettere la novità del Regno. Evita di dirci che “le cose stanno così e così”, come vorremmo noi. Il Nazareno, piuttosto, preferisce che ognuno di noi conquisti, anche se lentamente e spesso con fatica se non sbagliando, la portata del messaggio di Gesù. Nella consapevolezza della nostra fragilità ed umanità: non a caso le parole del Verbo citano il testo di Isaia, là dove il profeta lamenta l'incapacità di Israele di accogliere l'amicizia offerta da Dio.
Tutti sperimentiamo la stessa difficoltà. Anche le folle che seguivano l'Emmanuele. La ragione è sottolineata dalla stessa Parola: perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile. Per cogliere il vero significato delle parabole, come dei gesti compiuti dal Signore, è necessario un cuore, cioè un atteggiamento, una consapevolezza, il desiderio di rivedere molto della nostra vita. In una parola: è necessaria la conversione. A tutti viene richiesta la presa d'atto della necessità di uno stile di vita diverso dalla quotidianità. Gli stessi discepoli, pur frequentando il Figlio di Dio, non lo comprenderanno compiutamente fino al dono dello Spirito Santo.
La parabola permette un primo approccio, quasi la percezione di una sensazione che è offerta a chi, in questo cammino di conversione, si è già posto nella consapevolezza di intraprendere la strada indicata da Gesù di Nazaret. Non mancano i protagonisti del vangelo che hanno percorso il cammino della conversione. La beatitudine che chiude il racconto di Matteo la ritroveremo tra pochi giorni, meditando la Parola per i santi Gioacchino e Anna. Due figure che sapranno vedere e ascoltare in modo diverso. Col cuore.




Per Riflettere


La “sclerocardia” è quella durezza del cuore che ci impedisce di cogliere il significato della Parola e di viverla nella nostra vita. Tutti siamo colpiti da questa malattia. Come per molte malattie, si conoscono anche i farmaci: la misericordia di Dio, che tutto perdona e mai manca di invitarci a scegliere una vita diversa; l'accettazione della misericordia che deve tradursi nella conversione.
Il Dio misericordioso ci stimola a vivere il messaggio portato dal Figlio. Comprendendo la nostra pochezza e condividendola con i nostri fratelli. Come il poco lievito nella molta farina.







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