Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Massimo Salni Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno Una Riflessione
Tratta dalla Regola di San Benedetto



Sabato 9 luglio 2016
Is 6, 1-8; Sal 92
Vangelo secondo Matteo (10, 24-33)



Preghiera Iniziale


Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
(Salmo 8, 4-5)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».




Medita


Il testo di ieri poteva far sorgere tra i discepoli amarezza e delusione. Forse anche paura. Il Maestro non nasconde la verità: con lui emerge ed è sempre proclamata. Lui stesso è Verità.
E la verità porta con sé anche la speranza e la gioia. La speranza di poter raggiungere quella meta che sarà fonte di eterna gioia quando meriteremo il Regno.
Del resto l'Emmanuele, il Dio-con-noi, che si è fatto uomo per noi e che per la nostra salvezza è morto in croce, è la conferma che agli occhi di Dio noi valiamo davvero più di molti passeri. Da qui la certezza della nostra gioia: crediamo in un Dio che ci ama e ci vuole bene, crediamo in un Dio che è sempre misericordioso con tutti noi. Anche a se a volte non meritiamo tanta attenzione.
Il salmista si chiede cosa siamo noi agli occhi del Creatore; si interpella sul senso di un amore infinito, fino alla morte e alla morte di croce, per chi, come noi, è incapace di corrispondere pienamente al suo disegno.
Resta ferma la speranza riposta nel Nazareno; siamo certi della gioia che condivideremo con il Risorto. Dobbiamo “solo” vincere la paura che siamo abbandonati, soli, inutili, senza senso, come erba che secca.




Per Riflettere


Non abbiate dunque paura si trova per ben tre volte nella pericope: quante volte sperimentiamo la paura! Abbiamo paura della paura, anche quando essa è immotivata. Figurarsi, invece, quando ci colpisce per ragioni davvero serie.
La paura, nella pericope, nasconde la difficoltà di una fede non matura, di chi non si fida pienamente di quel personaggio e di un insegnamento troppo “altro”. (non alto!) per le nostre convinzioni. Autore è quel Dio che ci chiede di perdonare chi ci offende, di aiutare anche chi non conosciamo, addirittura di pregare per i nemici, fino ad amarli.
Sì: può farci paura. Paura di perdere le nostre comode sicurezze.
Ma la certezza di accedere al Regno, grazie alla misericordia del Signore, non può che essere fonte di gioia. La stessa che deve caratterizzare la nostra fede quotidiana.







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