Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita - Questo mese è stato curato da: Massimo Salni Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi









Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno Una Riflessione
Tratta dalla Regola di San Benedetto



Mercoledì 6 luglio 2016
Os 10, 1-3.7-8.12; Sal 104
Vangelo secondo Matteo (10, 1-7)



Preghiera Iniziale


Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio;
essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito,
fino alle giunture e alle midolla,
e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
(Lettera agli Ebrei 4, 12)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».




Medita


Oggi inizia la prima di quattro pericopi tratte dal capitolo 10 di Matteo. Quella odierna continua la lettura di ieri, che si concludeva con l'invito di pregare perché non manchino mai persone disposte a servire gli altri per condurci nel regno di Dio. Non a caso, il brano di oggi racconta la chiamata dei suoi amici più intimi.
È il Maestro che assume l'iniziativa: nessuno dei Dodici lo segue contro la volontà del Nazareno. È proprio l'Emmanuele che individua ognuno di loro. È Lui che li chiama, è la Parola che si pone in dialogo con l'uomo e lo interpella. È Lui che offre un percorso personale di conversione ed invita ciascuno a percorre un itinerario di conversione. Cioè, di cambiamento. È ciò che successe a Matteo, quel pubblicano che abbiamo già incontrato nella Parola e che, sentendosi chiamato, lasciò tutto. Era seduto; in quanto chiamato è “costretto” ad alzarsi, cioè a mettere in moto un meccanismo che lo porterà ad uno stile di vita del tutto diverso.
Come Matteo, anche gli altri Dodici. Pensiamo a Simone, chiamato dal Signore, Pietro. Oppure i primi quattro tra i Dodici, che provenivano da un'altra sequela, quella del Battista.
Tutti sono stati chiamati, a tutti fu chiesto di accettare uno stile diverso. Come i Dodici, così anche noi. Per fare che cosa? Certamente annunciare la venuta del Regno, portare la gioia che il Figlio si è fatto carne, spiegare come il vino completi una fase rappresentata dall'acqua. Come? Praticando, ad esempio, quella misericordia che è il tratto fondamentale dell'amore di Dio nei nostri confronti. Una misericordia che prende le parole di Gesù: guarire ogni malattia e ogni infermità. È prestare attenzione agli ultimi e ai bisognosi, ai malati fuori e ai poveri dentro; a tutti coloro che frequentiamo, consapevoli che nessuno può fare a meno dell'azione misericordiosa di un Dio che muore in croce per tutti.




Per Riflettere


Il testo di oggi si chiude con un versetto che sarà ripreso nella lettura di domani, ad esclusione però del riferimento ai destinatari. Oggi troviamo che i Dodici sono inviati alle pecore perdute della casa di Israele. Le stesse che meriteranno un severo rimprovero perché non si riconoscono perdute. Seguirà, pertanto, la necessità di predicare a tutti. L'annuncio del Regno, talvolta, ci porta ad immaginarci tutti missionari nei confronti degli “altri”. Forse sarebbe sufficiente guardarci intorno, “scoprire” chi abita sul mio stesso piano di condominio e vicino di casa; aprire gli occhi sulle necessità di persone che lavorano con noi e di chi frequentiamo. Non è sempre necessario essere presbiti. Troppo spesso non vogliamo vedere chi vive al nostro fianco.






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