Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Greche Originali Serigrafia su Foglia OroIcone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato
/ Il Santo del Calendario:

Ascolta e Medita Gennaio 2017- Questo mese è stato curato da: Giuseppe Lami Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi











Sabato 14 gennaio 2017
Vangelo secondo Marco (2, 13-17)
Eb 4, 12-16; Sal 18


Preghiera Iniziale


Prendimi come sono
Signore,
prendimi come sono,
con i miei difetti,
con le mie mancanze;
ma fammi diventare
come tu desideri.
(San Giovanni Paolo II)


Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».





Medita


Il vangelo di oggi ci educa al giusto atteggiamento verso coloro che sono lontani dalla Chiesa e da Cristo. Gesù frequenta pubblicamente i peccatori e i pubblicani, e questo è motivo di scandalo per i farisei. Le parole di Gesù “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” ci fanno capire che Egli mangia con i peccatori non per giustificare il loro peccato, ma per guarirli, per accompagnarli verso la verità del Vangelo e la salvezza dell'anima.
Anche noi sul modello di Cristo siamo chiamati a esprimere la carità stando vicino a chi amiamo per aiutarlo a scoprire l'amore misericordioso di Dio e, attraverso la conversione, ad avvicinarsi a Cristo e alla salvezza.
Gesù ci invita a non rinchiuderci in un autoreferenziale club di buoni cattolici, e allo stesso tempo ci invita a non confondere la carità con un generico “buonismo” che non distingue più il bene dal male.
Occorre andare verso il mondo, verso le debolezze e le miserie dei nostri fratelli, con apertura e compassione. Occorre tuttavia non dimenticarsi che, come Gesù, non siamo chiamati a giustificare il peccato, siamo chiamati piuttosto a guarire, a convertire gli uomini di questo tempo, per la loro e la nostra salvezza, per il loro e nostro unico bene, cioè l'incontro con Cristo.
Non si tratta di giudicare nessuno, perché ciascuno di noi è peccatore di fronte a Dio; si tratta piuttosto di far risuonare nel nostro tempo la voce di Cristo che ci dice “Seguimi”, per la guarigione, la conversone nostra e dei nostri fratelli. Solo con un chiaro giudizio sul bene e sul male, solidamente basato sulla roccia del magistero della Chiesa Cattolica, saremo in grado di convertirci e di convertire gli altri.





Per Riflettere

Quando la Chiesa denuncia i veri peccati di questa epoca (la distruzione della famiglia, l'uccisione di bambini non nati, le deformazioni della fede) le si contrappone un Gesù che sarebbe stato solo misericordioso. Viene formulata la massima: non si può essere cristiani a spese dell'essere uomini. E per “essere uomini” si intende ciò che pare e piace a ciascuno. Essere cristiani diventa così un optional gradito che non deve costare nulla. Ma Cristo è salito sulla Croce: un Gesù disposto a tollerare tutto non sarebbe stato crocifisso. (Benedetto XVI)






Torna su: Indice Mese GENNAIO 2017

Home Page



Home Page