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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





VENERDÌ 29 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (4,26-34)
   

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Diceva: "Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura".
Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra".
Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.


Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


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Gesù continua la sua predicazione tra le folle. Questo brano del vangelo di Marco ci parla del regno di Dio. Le parabole del regno sono una delle caratteristiche dell'annuncio del vangelo. Semplici ed efficaci cercano di dare con chiarezza l'immagine più limpida e chiara di questa realtà escatologica.
Gesù paragona il regno di Dio a due semi, quindi a qualcosa di piccolo, due semi che però hanno, dentro di sé, una potenza e una grandezza che il loro aspetto non fa immaginare. Il regno di Dio è questa forza, una forza che germoglia, che germoglia e da frutto, inarrestabile di fronte ad ogni avversità.

L'immagine del seme è un'immagine non casuale. Gesù paragona il regno dei cieli a questa cosa così piccola e che può quasi sembrare insignificante, eppure dentro il seme c'è già tutta la pianta, c'è il suo vigore, il suo frutto.
Il regno di Dio è infatti così: piccolo da poter stare nel nostro cuore, grande da contenere tutto l'universo. Il Signore vuol richiamare l'attenzione alla realtà di Dio, egli è infinito, incomprensibile, inesprimibile per il linguaggio umano, eppure, si fa umile, piccolo, semplice come un seme, pur di essere contenuto nel nostro cuore, pur di abitare dentro di noi, perché è proprio lì che vuol crescere, è proprio nel nostro intimo che vuol germogliare, affinché siamo i portatori del suo frutto.

Per Riflettere

Lasciamo che il regno di Dio maturi dentro di noi, facciamogli spazio e prendiamocene cura.


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