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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





VENERDÌ 15 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (2,1-12)
   

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Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati". Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?". Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua". Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


Medita


Intorno a Gesù c'è sempre più gente, la folla si raduna ovunque egli vada per ascoltare la sua parola e per essere guarita. Questo brano ci da proprio un'immagine precisa di quanto Gesù fosse seguito da una moltitudine di persone. Non c'è posto per entrare nella casa dove il maestro si è messo ad insegnare, ma queste quattro persone che vogliono portare il paralitico al cospetto di Gesù, non si perdono d'animo e lo calano addirittura dal tetto pur di arrivare al Signore. Gesù è colpito dalla fede e dalla speranza che accompagna questo malato, una fede che non si arrende di fronte a niente e che riceve in dono una guarigione maggiore di quella richiesta. Il malato anelava ad essere sanato nel corpo, Gesù guarisce anche la sua anima perdonando i suoi peccati. Questo meraviglioso gesto del Signore però, suscita scandalo nel "legalismo" con i paraocchi degli scribi, tanto da accusarlo addirittura di bestemmia "Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?" pensano. Ma Gesù non è un semplice taumaturgo, egli è il Figlio, il prediletto, che ha potere su ogni cosa perché ogni potere gli è stato dato dal Padre.

La folla che si accalca intorno a Gesù è il simbolo di tutta l'umanità in cerca di qualcosa di più grande e di più vero, qualcosa che vada al di là della semplice esistenza umana. In tutti i tempi l'uomo ha cercato e cerca Dio, l'uomo ha bisogno dell'incontro profondo, intimo, personale con il Signore. Perché ha bisogno di sperare e di credere che non c'è solo questo mondo e questo corpo, ma che la vita vera è oltre e altro. Le parole di Gesù sono il punto fermo per trovare questo qualcosa, per dare un senso che vada al di là di questa vita terrena. Il Signore viene a portare una guarigione che nessun mezzo umano, nessuna intelligenza terrena può riuscire a dare: la guarigione dell'anima. Ecco quale fede Dio ci chiede, la fede che cerca una salute più importante , la fede che crede in una salvezza che coinvolge corpo e spirito.



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