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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





VENERDÌ 8 Gennaio 2010
Vangelo secondo Marco (6,34-44)
   

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Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: "Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare". Ma egli rispose: "Voi stessi date loro da mangiare". Gli dissero: "Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?". Ma egli replicò loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere". E accertatisi, riferirono: "Cinque pani e due pesci". Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto


Medita


Di fronte a Gesù che insegna, la folla si accalca e lo cerca, tanto da suscitare tenerezza e commozione nel cuore del Signore. E' sera, si sta facendo buoi ma nessuno accenna ad andarsene. Allora Gesù e i discepoli si ritrovano in un momento di difficoltà, come dare da mangiare a tutta questa gente?
Il Signore non abbandona il suo popolo, si fa portare i pani e i pesci che ci sono e, rivolgendosi al Padre con la benedizione, compie il miracolo: ogni persona potrà sfamarsi, nessuno andrà via senza essere stato soddisfatto.

Cosa c'è di più sbandato di un gregge che non ha un pastore? Le pecore sono abituate ad essere guidate, ad essere portate al pascolo e poi riportate all'ovile, senza il pastore si disperdono, possono essere aggredite.
L'immagine che Marco ci da di questa folla è molto significativa ed efficace, Gesù vede questa folla così sperduta, bisognosa di un pastore, di una guida, e il suo cuore palpita di amore profondo, di dolcezza e di pietà. Egli è venuto proprio per questo, per radunare gli uomini che si sono perduti, per riportare l'umanità all'ovile del Padre, per accudire questi figli stanchi e affamati.
Ecco che allora decide di dare un segno, che è sì un segno di amore e di conforto, ma è anche un segno più profondo, che rimanda a qualcosa di più grande e di più straordinario che si dovrà compiere: il dono del pane e dei pesci, prelude a quel dono del "pane di vita" che sfamerà totalmente l'uomo, saziando la sua anima nella salvezza.


Per Riflettere

Il Signore è il nostro pastore, egli ama le sue pecore, lasciamoci condurre.


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