Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MARTEDÌ 24 Febbraio 2009
Vangelo secondo Marco (9,30-37)
   
 


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Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: "Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà". Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.

Giunsero intanto a Cafàrnao. E quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo lungo la via?". Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti". E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


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Il Card. Martini, in un'esegesi del brano analogo di Matteo (Mt 18,1-11), cita il vangelo copto di Tomaso: "Gesù vide dei bimbi che succhiavano il latte. Disse ai suoi discepoli: "Questi bambini che prendono il latte assomigliano a coloro che entrano nel regno." Gli domandarono: "Se noi saremo bambini, entreremo nel Regno?".
E più oltre prosegue: "Una prima parola chiave è certamente bambino o piccolo. E ci possiamo chiedere: perché Gesù dà tanto rilievo ai bambini e in quale senso li evoca? Non li evoca nel modo idilliaco che ci li fa immaginare semplici, teneri, docili, obbedienti, sempre al centro della famiglia e oggetto di cure. Li ritiene importanti, ne parla perché i bambini nell'antichità non valevano niente, non avevano alcun diritto, al punto che il padre poteva togliere la vita al suo piccolo. Gesù non ci chiede dunque di diventare amabili, accondiscendenti, bensì ci esorta a convertirci facendoci come coloro che non contano, che non sanno difendersi, non sanno offendere, non hanno denaro, né potere, né forza fisica.
Questa è la paradossalità delle parole di Gesù: chi accetterà di rovesciare le misura di valore del mondo -denaro, potere, successo, il contare molto- sarà grande nel regno dei cieli" (Da Discorso alla Chiesa, Milano 2002)


Per Riflettere
 

Ho una visione del mondo evangelica, che cioè rovescia i valori del mondo oppure anch'io ricerco denaro, potenza, ricchezza?






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