Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 23 Febbraio 2009
Vangelo secondo Marco (9,14-29)
   
 


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E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: "Di che cosa discutete con loro?". Gli rispose uno della folla: "Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti". Egli allora in risposta, disse loro: "O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me". E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: "Da quanto tempo gli accade questo?". Ed egli rispose: "Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci". Gesù gli disse: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede". Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: "Credo, aiutami nella mia incredulità". Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: "Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più". E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: "È morto". Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: "Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?". Ed egli disse loro: "Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Un ragazzo epilettico ed indemoniato (o forse, secondo la concezione del tempo, la malattia è vissuta come possessione); ancora l'uomo fatto ad immagine di Dio che viene sfigurato, privato della somiglianza con il Creatore. I discepoli non ce la fanno a lottare contro il male e deve intervenire il Maestro. Faccio un'ipotesi azzardata: è come se i discepoli non comprendessero il mistero che hanno di fronte, come se non soffrissero davvero per quel ragazzo e la sua dignità perduta, come se non sapessero che Satana strazia l'uomo per minarne l'intima unione con il Creatore.
Si rilegga quanto scrive Gregorio di Nissa (Omelie sul Cantico 2): "Sappi come il tuo Creatore ti ha onorato al di sopra di ogni creatura. Non il cielo è un'immagine di Dio, né la luna, né il sole, né la bellezza degli astri, né alcunché di ciò che si può vedere nel creato. Tu solo sei stato fatto immagine della Realtà che supera ogni intelligenza, somiglianza della bellezza incorruttibile, impronta della vera dignità, ricettacolo della beatitudine, sigillo della vera luce. Quando tu ti volgi verso di Lui, tu divieni ciò che è Egli stesso...non c'è niente di così grande tra gli esseri che possa essere paragonato alla tua grandezza."


Per Riflettere
 

Quanto rifletto sul fatto che, fatto ad immagine di Dio, devo cercare la comunione con Lui e farmi il più possibile somigliante alla sua perfezione?





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