Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MERCOLEDÌ 18 Febbraio 2009
Vangelo secondo Marco (8,22-26)
   
 


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Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: "Vedi qualcosa?". Quegli, alzando gli occhi, disse: "Vedo gli uomini, perché vedo come degli alberi che camminano".

Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa.

E lo rimandò a casa dicendo: "Non entrare nemmeno nel villaggio".




Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Colpisce, pur nella rapidità della narrazione di Marco, che il miracolo si compia con una certa difficoltà: il cieco condotto in disparte, Gesù che gli tocca gli occhi con la saliva, il cieco che inizia a distinguere qualcosa, Gesù gli impone di nuovo le mani, ed ecco il cieco vede di nuovo, anche "a distanza".
Recuperare la giusta visione delle cose è difficile: persino l'incontro con Gesù, compiuto una sola volta, non basta, bisogna accostarsi più volte a lui, imparare prima a distinguere confusamente, poi sempre più compiutamente e chiaramente.
E' il percorso che ci viene richiesto, per recuperare quello sguardo chiaro, illuminato dalla fede, che, solo, ci permette di non brancolare per le strade del mondo.


Per Riflettere
 

A che punto è la mia visione di fede? Cerco ripetutamente Gesù, nei Sacramenti, nella Parola, perché guarisca la mia cecità?





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