Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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MERCOLEDÌ 11 Febbraio 2009
Vangelo secondo Marco (7,14-23)
   
 


Ascolta


Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: "Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo".

Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. E disse loro: "Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?".

Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. Quindi soggiunse: "Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo".



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Termina la discussione sulle tradizioni farisaiche: Gesù enuncia una sentenza che colpisce i discepoli, i quali, recatisi con lui in disparte, gli chiedono precisazioni. E Gesù li rimprovera perché non comprendono ciò che è ovvio: il male non lo si tiene lontano con le rigide regole della kasherut, cioè evitando alcuni tipi di cibi considerati impuri, ma applicando la vigilanza sul nostro cuore, che purtroppo è incline a generare intenzioni cattive.

L'impurità del cibo la si digerisce e finisce nella fogna dove non può più nuocere, ma le nostre cattive inclinazioni contaminano il mondo, lo rendono sporco e malvagio. L'invidia, la calunnia, la superbia (solo per fermarci a queste "cose cattive"), quante volte ammorbano l'aria nelle famiglie, sul posto di lavoro, nella parrocchia?


Per Riflettere
 

Sappiamo scrutare nel nostro cuore e scacciare le cattive inclinazioni o le tolleriamo come inevitabili e le sottovalutiamo? Cerchiamo di compiere un cammino per discernere il nostro peccato ed emendarlo?





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