Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
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LUNEDÌ 9 Febbraio 2009
Vangelo secondo Marco (6,53-56)
   
 


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Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret.

Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse.

E dovunque giungeva in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.



Il mese di Febbraio è stato interamente curato da: Chiara Sani
 


Medita


Con alcune rapide pennellate, scrivendo una sequenza narrativa ricca di verbi, Marco ci fa ritornare dal lato est al lato ovest del lago di Tiberiade, da Betsaida a Genesaret, vicino Cafarnao. Potremmo usare un termine della retorica classica, climax che vuol dire "scala": è una progressione, dal "riconoscere" Gesù al "guarire" attraverso "accorrendo", "cominciarono a portargli", "ponevano" e "pregavano": paradossalmente è la folla la protagonista, una folla assetata di bene, di salvezza, di Dio.

La frangia del mantello: il mantello ebraico per la preghiera si chiama "tallèth", le sue frange intrecciate ai quattro angoli secondo un preciso rituale "tzitzith"e ricordano all'ebreo osservante i comandamenti divini (hanno 39 nodi perché 39 è il valore numerico della somma delle lettere di "Dio è uno", il principio dei comandamenti).Chi tocca il mantello, anche solo le frange, si salva: è una suggestione azzardata, forse, ma come non pensare che, come dice il Salmo 104 (44-45), chi custodisce i decreti e le leggi di Dio, ottiene "le terre dei popoli" ed eredita "la fatica delle genti"? Gesù non viene ad abolire la Legge, ma a completarla.


Per Riflettere
 

Ci ricordiamo e meditiamo ogni giorno la Legge del Signore, la sua Parola, i suoi precetti?





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