Anno Giubileo Della Misericordia di Dio
Libri Sconto del 15% Lista in Continuo Aggiornamento


Il Santo del Calendario:



Questo mese è stato curato da:

Gigi Avanti

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Lunedì 21 dicembre 2015
Vangelo secondo Luca (1, 39-45)
























Teche Porta Ostie

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Camici Per Sacerdote - Ministri Straordinari dell'Eucaristia - Accoliti

Camici Per Sacerdote Ministri Straordinari dell'Eucaristia e Accoliti




Icone Originali Greche
Preghiera Iniziale


Ti chiediamo, o Signore,
la capacità di vivere ogni giorno come unico,
sicuri e convinti che non esistono
giornate di scorta o di recupero
qualora non le sappiamo vivere
nella gioia riconoscente a Te
che ce li doni col contagocce.


Ascolta


In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».



LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.


Medita


Il rischio che si corre quando si rileggono brani di vangelo già letti e conosciuti è il medesimo che si corre quando si vivono eventi apparentemente sempre uguali e ripetitivi e cioè il rischio della assuefazione. Assuefazione che finisce per narcotizzare le emozioni fresche di giornata e per indebolire la capacità di stupore. Il vivere invece il “qui ed ora” la diretta della vita scongiura di correre questo rischio. Se ci lascia andare al “déjà vu” (questo l'ho già vissuto o visto o sentito…) o al sospiroso “niente di nuovo sotto il sole” si rischia di perdere per strada tante occasioni di gioia. Un esempio tratto dalla mia esperienza pluriennale di insegnante alle scuole superiori (per il quale chiedo subito di essere perdonato… per il lieve peccato di vanità…) può rendere bene l'idea. Quando, in prossimità delle festività natalizie ebbi da ridire sulla abitudine delle mie splendide alunne e dei miei favolosi alunni di trascorrere il pomeriggio del sabato andando a “vedere le vetrine dei negozi” al centro di Roma dicendo “Che fantasia!”, ricevei per tutta risposta da una di esse: “Perché tu cosa fai oggi pomeriggio?”. Ed io innocentemente ribattei: “Non vado al centro a vedere le vetrine”. Non contenta della risposta ella riattaccò: “Sì, ma cosa fai?”. Ed io, ancor più innocentemente conclusi: “Me ne vado in periferia a vedere il tramonto”. Sembrava finita lì. E invece no. La intelligente ragazza soggiunse: “Perché non l'hai mai visto un tramonto?”. Ed io, sempre più innocentemente, quasi sussurrai: “Quello di questa sera, no”. L'alunna si alzò dal banco, venne alla cattedra e mi abbracciò in silenzio… Aveva capito cos'è la fantasia. La fantasia di vivere un evento o il giorno, non come se fosse il primo (non lo è) o come se fosse l'ultimo (mette i brividi…) ma semplicemente perché è unico, irrepetibile, senza alternativa di sorta…
Così ha da essere anche per i brani di vangelo letti e riletti chissà quante volte. Sono sempre gli stessi, ma non è mai lo stesso il “qui ed ora” che ci vede impegnati in quel momento lì nella lettura. Un animo capace di stupore tiene lontano il morbo dell'assuefazione.
Così è per il brano di oggi. Meditandolo lentamente (come si fa masticando lentamente il… solito pane) si ha modo di ascoltare le risonanze emotive e spirituali riservate da Dio in quel momento lì, diversissime per ogni singola persona… anche se squilla il cellulare lasciato distrattamente acceso. A me, oggi, di questo brano colpisce la sollecitudine con la quale la giovane Maria di Nazaret corre dalla cugina Elisabetta affrontando difficoltà di ogni genere (il viaggio da Nazaret a Gerusalemme… non doveva essere un viaggio turistico organizzato). Ma ancor più mi colpisce, oggi, lo stato di gioia permanente delle due cugine incinte, gioia per nulla toccata da preoccupazioni e angosce che gravano spesso sulle mamme in attesa… Gioia allo stato puro… se non si lascia Dio fuori dalla porta!






Per Riflettere

“Ti adoro, o mio Dio, ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno”.








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