Anno Giubileo Della Misericordia di Dio
Libri Sconto del 15% Lista in Continuo Aggiornamento


Il Santo del Calendario:



Questo mese è stato curato da:

Gigi Avanti

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Venerdì 4 dicembre 2015
Vangelo secondo Matteo (9, 27-31)
Is 29, 17-24; Sal 26
























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Camici Per Sacerdote - Ministri Straordinari dell'Eucaristia - Accoliti

Camici Per Sacerdote Ministri Straordinari dell'Eucaristia e Accoliti




Icone Originali Greche
Preghiera Iniziale


Ti chiediamo, o Signore,
di affinare la sensibilità della nostra anima
così da saper distinguere in ogni circostanza
ciò che ci fa crescere come discepoli al tuo seguito
da ciò che ne ostacola la crescita.

Ascolta


In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.


LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.


Medita


Curioso questo stile narrativo di Matteo. Sembra quasi sbrigarsi, come se si volesse togliere il pensiero nel narrare gli eventi. In realtà questa sobrietà narrativa ha il pregio di mettere meglio in evidenza il protagonista di tutti gli eventi, quel Gesù Messia che tanti suoi contemporanei (soprattutto i più “esperti” di religione) non hanno saputo riconoscere come tale. Al contrario, uno stile narrativo sovrabbondante di dettagli e di decorazioni letterarie metterebbe im primo piano la propria bravura di cronista… con il rischio di incorrere nel peccato di vanità.
E questa osservazione potrebbe già dire qualcosa a predicatori, catechisti, scrittori e a tutti coloro ai quali è toccata in sorte, per grazia, la missione della “divulgazione” del messaggio evangelico. “Occorre che Lui cresca e io diminuisca”, dirà Giovanni il Battista in proposito…
Ma torniamo al brano di oggi. Un brano di poche righe che riporta un botta e risposta tra Gesù e due ciechi Alcuni dettagli sono importanti: sono i due ciechi a “seguire” Gesù per ottenere qualcosa. Si potrebbe dire che “seguire” Gesù in cerca di miracoli non sia proprio la caratteristica del discepolo… Il discepolo è colui che “segue” Gesù per imitarlo, fare come lui. Più che “seguire” Gesù, i due ciechi lo “inseguivano” per ottenere una prestazione, in questo caso unica e miracolosa. Una volta raggiunto Gesù è Lui ad avviare la comunicazione con una domanda precisa: “Volete proprio questo?”. Il risultato dell'incontro tra domanda dei ciechi e controdomanda di Gesù è sorprendente e registra un ribaltamento della situazione: i ciechi vengono “complimentati” per la loro fede nella capacità “taumaturgica” di Gesù… anziché essere loro a “complimentarsi” (lode e gloria) con Gesù. Forse si tratta di una fede ancora bambina che Gesù cerca di alimentare gratificandoli e complimentandosi con loro… Infatti, subito dopo, si affretta a raccomandare loro di non raccontare a nessuno l'accaduto. Perché? Perché è una fede ancora bambina quella di coloro che “inseguono” Gesù per ottenere qualcosa (in un altro momento lo “inseguirà” la folla per farlo re…). E Gesù non vuole alimentare equivoci sulla sua persona e sulla sua missione. Gesù non è un erogatore di servizi, ma un portatore di Salvezza. Gesù non gradisce di essere “inseguito” per ottenerne dei miracoli, ma “seguito” per diventarne discepoli (dal latino “discere” che vuol dire “imparare”). Le guide di montagna non si inseguono ma si seguono silenziosamente cercando di imitarle… Gesù non è un collezionista di “miracolati”, ma un trascinatore di seguaci…





Per Riflettere

“Ciò che l'insegnante è, è più importante di ciò che insegna”. (S. Kierkegaard)








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