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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





DOMENICA 27 Dicembre 2009
Festività della Sacra Famiglia
Vangelo secondo Luca (2,41-52)
   

Ascolta


I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella carovana, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che li udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro, e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.


Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


E' finito il tempo dell'infanzia: per Gesù comincia l'adolescenza, il cammino da "figlio della Legge". Ed ecco un episodio nel quale è manifestata la sua personalità teologica sotto due aspetti: la straordinaria e precoce intelligenza, e la relazione con il Padre celeste, due tratti che anticipano l'uomo maturo. Maria e Giuseppe partecipano al pellegrinaggio che si ripete ogni anno. Con loro c'è Gesù: ha dodici anni, e la cosa prende un sapore particolare. Pronunzia la prima, straordinaria parola in risposta al rimprovero. Non capiscono il comportamento di Gesù e quando lo ritrovano manifestano il loro stupore. Hanno vissuto un momento angoscioso: ora sono davanti al loro ragazzo che da ascoltatore attento è mutato fino a farsi maestro dei maestri. Davanti a lui bisogna superare il modo quotidiano di vivere il legame delle relazioni naturali, con il Padre ha una relazione esclusiva. Un giorno dirà:" ..nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo" (Lc 10,22).

"Essi non compresero ciò che aveva detto loro". Fa venire in mente quello che accade anche nelle nostre famiglie. Viene il momento in cui ci scappa detto: "non lo capisco più, risponde male, non vuole più andare alla messa...". "Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore". Mentre progredisce verso la completa maturità, i genitori, la mamma in particolare, vedono dilatarsi le richieste che la fede pone loro. Dovranno mettere, nel cuore, alla luce dello Spirito, quanto accade. Solo il Padre potrà raccontarlo loro. E Maria diventa discepola esemplare, perfetta, nell'atteggiamento di abbandono totale al disegno che è su quel ragazzo difficile. Come raccontare la fede ai nostri figli quando cambiamo, magari per l'adolescenza, e diventano difficili?



Per Riflettere

Sembra che la crisi, non solo quella economico-finanziaria, abbia raggiunto un picco. Sta minando il cuore della società, la famiglia. Cosa fare per dare alla nostra il sapore di quella di Nazaret?



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