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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





MARTEDÌ 22 Dicembre 2009
Vangelo secondo Luca (1,46-55)
   

Ascolta


"L'anima mia magnifica il Signore / e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, / perché ha guardato l'umiltà della sua serva. / D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. / Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente / e Santo è il suo nome; / di generazione in generazione la sua misericordia / per quelli che lo temono./ Ha spiegato la potenza del suo braccio, / ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; / Ha rovesciato i potenti dai troni, / ha innalzato gli umili; / ha ricolmato di beni gli affamati,/ ha rimandato i ricchi a mani vuote. / Ha soccorso Israele, suo servo, / ricordandosi della sua misericordia, / come aveva detto ai nostri padri, / per Abramo e la sua discendenza, per sempre".






Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Elisabetta ha cantato la grandezza di Maria: e lei canta l'autore di questa grandezza. Forse il Magnificat in origine è un canto liturgico, nato nell'ambiente dei "poveri di Yavhé". Luca lo riprende e attraverso ritocchi e modifiche lo adatta al contesto. Sembra un coro che, come nelle tragedie greche, ha la funzione di " segnare una sosta nello svolgimento dell'azione, per mettere in valore il significato di ciò che accade "(Dupont). Maria innalza la sua lode a Colui che l'ha resa " la bellissima", traendola dal numero degli anawin, facendola strumento del compimento della promessa con il quale ha detto di volersi prendere cura delle persone di poco conto che non possono cambiare la loro condizione. In loro, e prima di tutte in Maria, si sono compiute "grandi cose", eventi paragonabili alla creazione o all'uscita dall'Egitto: nel linguaggio della Bibbia sono queste le grandi cose operate dal Santo; ha annunciato il rovesciamento dei tempi messianici.

Ogni credente che voglia leggere il disegno di Dio sulla propria vita, non può che unirsi a Maria nel canto di lode e di ringraziamento per le "grandi cose" che Dio ha fatto per lui. Nei tempi passati, forse più di oggi, ci era familiare esprimere questo sentimento con la preghiera che apriva o chiudeva le nostre giornate: "Ti adoro mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio per avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte (o giorno)"...Il dono della vita, della fede, la certezza di uno sguardo provvidente e tenero sul nostro cammino: tutto, a ben pensarci, è suo dono generoso e gratuito. Oggi la preghiera è diventata quasi esclusivamente domanda, quasi dovessimo sollecitare Dio ad occuparsi di noi; è diventata più infantile, se non addirittura pagana. Anche per questo Dio ci sembra lontano o estraneo; e non proviamo confidenza e gioia filiale nel nostro rapporto.



Per Riflettere

....Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono...Il "timor di Dio" è ben lontano dalla paura, è un dono dello Spirito!


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