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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento





LUNEDÌ 14 Dicembre 2009
Vangelo secondo Matteo (21,23-27)
   

Ascolta


Entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: " Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?" Gesù rispose loro: "Anch'io vi farò una domanda. Se mi risponderete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini ?".

Essi discutevano tra loro dicendo: "Se diciamo: "Dal cielo", ci risponderà: "Perché allora non gli avete creduto?". Se diciamo:" Dagli uomini", abbiamo paura della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta". Rispondendo a Gesù dissero: " Non lo sappiamo". Allora anch'egli disse loro:" Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose".




Il mese di Dicembre è stato interamente curato da: Mons.Enzo Lucchesini Vicario Episcopale per la vita Consacrata


Medita


Il cammino verso la città santa si è concluso: Gesù ha fatto il suo ingresso tra l'entusiasmo della folla. Quindi è intervenuto con durezza, cacciando "tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano". Ha fatto risuonare accenti profetici: "la mia casa sarà chiamata casa di preghiera. Voi invece ne fate un covo di ladri". Lo scandalo tra i capi dei sacerdoti è grande: già prima i fanciulli avevano salutato Gesù come "figlio di Davide", titolo messianico. Ora anche questo gesto che non lascia dubbi. Allora fanno i loro calcoli e pretendono spiegazioni che riguardano direttamente la sua identità. E Gesù li smaschera; qualunque risposta darà non sarà accolta, perché non cercano la verità per farsene discepoli, non sono disposti a riconoscere che lui è il Figlio di Dio nonostante i segni che sta seminando. Una sua risposta diventerebbe inutile e allora non risponde direttamente, ma affermando che non ci sarà rivelazione senza un atteggiamento di fede, senza che abbandonino il pregiudizio dal quale partono.

A contrasto la liturgia ci ha presentato nella prima lettura la vicenda di Balaam, figlio di Beor. Chiamato da un nemico a maledire Giacobbe, aveva invece pronunziato un oracolo di benedizione che prometteva prosperità, vinto dallo straordinario segno datogli dalla sua asina (Numeri 22-24); lo aveva fatto certo di compiere la volontà di Dio. La cecità e l'ipocrisia degli avversari di Gesù sembrano invincibili, qualunque sia il segno e l'insegnamento. Non cambieranno in alcun modo il loro giudizio perché non vogliono credere né a lui né al Padre che lo ha mandato. Del resto non converrebbe;credergli li costringerebbe a cambiare. La fede può nascere nel cuore di chi si è messo in atteggiamento di ascolto; chi ha già deciso di legarsi solo ai propri giudizi e ai propri interessi non sta ascoltando, attendendo. Ha già eretto il muro di superbia che lo obbliga a stare nell'errore nonostante la luce che gli viene offerta. Ancor peggio, il calcolo personale può indurre a respingere la verità, ieri e oggi, le persone e i gruppi.


Per Riflettere

Per credere è necessario sapersi inginocchiare davanti a Dio e davanti alla verità. Rileggi la "parabola del seminatore" (Mt 13,1-23) per avere ulteriori motivi di riflessione.



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