Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



VENERDÌ 19 Dicembre 2008
Vangelo secondo Luca (1,5-25)
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Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini".




Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


Medita


Questo lungo brano si colloca proprio alla testa del Vangelo d Luca, appena dopo il prologo storiografico e solleva una grande quantità di problemi interpretativi, soprattutto di inserimento all'interno del piano generale del terzo vangelo. Chiaramente la liturgia ci presenta questo testo in forte parallelo con l'annunciazione a Maria che viene appunto letta il giorno dopo. Zaccaria è sacerdote, vive la sua realtà nel tempio dove incontra l'angelo del Signore; a lui viene preannunciata la nascita di un figlio molto particolare, guida per il popolo di Israele. La sua reazione è di incredulità, per cui, in lui, la parola viene a tacere. In lui la rivelazione avviene attraverso il silenzio (come a suo tempo per Ezechiele), ma la verità che Dio gli ha comunicato trova spazio nel suo cuore e nel ventre di Elisabetta: il Figlio nascerà e ciò che è stato preannunciato si realizzerà.

Fin da queste prime parole il Vangelo di Luca si predispone a narrare la vicenda di Gesù secondo la logica del Magnificat: i potenti ed i sapienti non sono in grado di capire la volontà di Dio e di interpretarne i segni, mentre i piccoli (fin da adesso Elisabetta) non discutono e accolgono con gratitudine, con stupore, con meraviglia, il dono di Dio. La sua prima interpretazione è ovviamente una interpretazione di salvezza: il Signore ha tolto la mia vergogna!





Per Riflettere
 

Siamo capaci di cogliere negli eventi della storia la logica del Magnificat?






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