Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
Il Vangelo di ogni giorno con il commento



LUNEDÌ 15 Dicembre 2008
Vangelo secondo Matteo (21,23-27)
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Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: "Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?". Gesù rispose: "Vi farò anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?". Ed essi riflettevano tra sé dicendo: "Se diciamo: "dal Cielo", ci risponderà: "perché dunque non gli avete creduto?"; se diciamo "dagli uomini", abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta". Rispondendo perciò a Gesù, dissero: "Non lo sappiamo".
Allora anch'egli disse loro: "Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose".




Il mese di Novembre è stato interamente curato da: Maila Dell'Unto
 


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Il rapporto tra Gesù e le autorità del tempio si è ormai deteriorato, a tal punto che anche nelle discussioni di scuola è in gioco non solo l'autorità del Signor,ma anche quella dei sommi sacerdoti. Essi vogliono sapere da chi Gesù prenda il suo potere; è la stessa domanda che hanno rivolto a Giovanni il Battista e che rivolgeranno ai discepoli negli Atti. Solo che l'insegnamento di Gesù presuppone una sola riposta possibile: io sono il Messia.


Una domanda, quella dei sommi sacerdoti, che ci svela molto del loro rapportarsi con Gesù o con tutte le novità che vengono ad attraversare la loro vita. Sono loro i padroni che detengono le chiavi della legge e quindi del cuore degli uomini. Potremmo anche dire le chiavi della presenza di Dio nel cuore degli uomini; hanno loro l'autorità di decidere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato e Gesù rimprovera loro proprio questo. Decidere questo è di Dio, volersene appropriare è il peccato di Adamo; rifiutarsi di vedere ciò che Dio opera è chiusura di peccato; aprirsi ad esso è profezia.





Per Riflettere
 

La nostra vita è dominata dall'esigenza di difendere i nostri privilegi oppure è capace di aprirsi alla novità del Signore?





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