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Il Santo del Calendario:



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Questo mese è stato curato da:

Valentina e Matteo Benotto

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Lunedì 18 aprile 2016
Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10)
At 11, 1-18; Sal 41-42






Servizio Santa Messa


Teche Porta Ostie

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Camici Per Sacerdote - Ministri Straordinari dell'Eucaristia - Accoliti

Camici Per Sacerdote Ministri Straordinari dell'Eucaristia e Accoliti




Icone Originali Greche

Preghiera Iniziale


Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
(Salmo 22)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».



Medita


Nel Vangelo di oggi, Gesù inizia il discorso con il paragone della porta: “Chi non entra nell'ovile delle pecore per la porta è un ladro e un brigante! Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore!”. In quel tempo, tutti i pastori di una stessa regione, quando giungeva la notte, conducevano il loro gregge ad un gran recinto comunitario, ben protetto contro ladroni e lupi. Un vigilante se ne occupava tutta la notte. Il giorno dopo, al mattino presto, il pastore giungeva, entrava e chiamava le pecore per nome. Le pecore riconoscevano la voce del loro pastore, si alzavano e uscivano dietro di lui per andare al pascolo. Le pecore degli altri pastori udivano la voce, ma non si muovevano, perché era per loro una voce sconosciuta. Ogni tanto spuntava il pericolo dell'assalto. I ladroni non entravano dalla porta, perché lì c'era il vigilante, ma entravano da un sentiero o gettavano a terra il recinto del gregge, fatto di pietre una sull'altra, per rubare le pecore.
Gli uditori, i farisei (Gv 9, 40-41), non capivano ciò che significava “entrare dalla porta”. Gesù allora spiega loro: “Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti”. Gesù si riferisce, probabilmente, ai capi religiosi che trascinavano il popolo dietro di loro, ma non rispondevano alle sue aspettative. Non erano interessati al bene della gente, ma solamente alla loro borsa ed ai propri interessi. Entrare dalla porta è agire come agiva Gesù. Il criterio fondamentale per discernere chi è pastore e chi ladro, è la difesa della vita delle pecore. Gesù chiede alla gente di non seguire le persone che si presentano come pastori, ma a cui non interessa la vita della gente.
Gesù, infatti, non è un pastore qualsiasi, bensì il buon pastore! Era questo che i farisei non accettavano. Loro disprezzavano le pecore e le chiamavano gente maledetta e ignorante (Gv 7, 49; 9, 34). Pensavano di avere lo sguardo adatto a discernere le cose di Dio. In realtà erano ciechi. Il discorso sul Buon Pastore insegna due regole per curare questo tipo abbastanza frequente di cecità: prestare molta attenzione alla reazione delle pecore, poiché loro riconoscono la voce del pastore, e prestare molta attenzione all'atteggiamento di colui che si dice pastore, per vedere se il suo interesse è la vita delle pecore e se è capace di dare la vita per le pecore.



Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video
I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

Per Riflettere

Gesù è il pastore buono perché sempre ti conosce, ma tu lo riconosci? Un pastore che viene nella tua vita come porta per uscire e per entrare: ti lasci portare da lui quando ti relazioni con gli altri? Nella tua comunità, nella tua famiglia sei anche tu una porta, non per chiudere, ma per restare aperta alla comunicazione fraterna, per lasciare passare la stima e la fiducia?






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