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Il Santo del Calendario:



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Questo mese è stato curato da:

Valentina e Matteo Benotto

Arcidiocesi di Pisa Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi
Mercoledì 6 aprile 2016
Vangelo secondo Giovanni (3, 16-21)
At 5, 17-26; Sal 33






Servizio Santa Messa


Teche Porta Ostie

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Camici Per Sacerdote - Ministri Straordinari dell'Eucaristia - Accoliti

Camici Per Sacerdote Ministri Straordinari dell'Eucaristia e Accoliti




Icone Originali Greche

Preghiera Iniziale


Gridate di gioia al Signore, voi giusti;
da voi, fedeli, si innalzi la lode!
Celebrate il Signore al suono della cetra,
lodatelo sull'arpa a dieci corde.
Cantate per lui un canto nuovo,
acclamatelo con la musica più bella!
Chiara è la parola del Signore,
sicure sono tutte le sue opere.
Egli ama il diritto e la giustizia,
del suo amore è piena la terra.
(Salmo 32)



Ascolta Vangelo


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».



Medita


In questo vangelo continua il dialogo tra due maestri, che si riconoscono tali reciprocamente: il “rabbi” Gesù ed il “maestro in Israele” Nicodemo.
L'immagine di Dio, che Gesù ci presenta in questi versi, è quella di un padre pieno di tenerezza e non di un giudice severo. Dio manda il suo figlio non per giudicare e condannare il mondo, ovvero tutta l'umanità, ma affinché esso si salvi per mezzo di lui.
Così come Abramo non ha esitato a offrire al Signore il suo figlio unico, l'amato, Isacco (Gen 22, 1-19), così Dio dona a noi uomini il suo Figlio unico e amatissimo, affinché noi abbiamo la vita in abbondanza.
Chi crede in Gesù e lo accetta come rivelazione di Dio non è giudicato, perché già è accettato da Dio. E chi non crede in Gesù è già stato giudicato. Si esclude da sé. E l'evangelista ripete ciò che ha già detto nel prologo: molte persone non vogliono accettare Gesù, perché la sua luce rivela la cattiveria che esiste in loro.
Questo mondo, che si oppone a Gesù ed al suo messaggio, è rappresentato, a quel tempo, dall'impero romano e dai responsabili dei giudei che stanno cacciando i seguaci di Gesù dalle sinagoghe. Questo mondo, ingiusto ed oppressore, perseguita ed uccide le comunità, recando tribolazioni ai fedeli.
La speranza che il vangelo dà alle comunità perseguitate è che Gesù è più forte del mondo. Per questo dice: “Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Gv 16, 33).



Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video
I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

Per Riflettere

Insegnare è bello se chi parla fa. Uno solo è il maestro, che disse e fu fatto (Sal 32, 9) e le cose che egli ha fatto nel silenzio sono degne del Padre. (Ignazio di Antiochia, Agli Efesini 15, 1)






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