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Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18) Il Vangelo di ogni giorno con il commento
 

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Domenica 7 aprile 2013
Tempo di Pasqua
Vangelo secondo Giovanni (20,19-31)


Questo numero è stato curato da:
Lorenzo Aristei, Riccardo Ascani, Massimo Bellini, Sandra Biasci, Maria Chiara Bozzolato, Anna Maria Carosi, Agostino Cerrai, Giovanni Coscetti, Paola Lombardi, Maria Cristina Masi, Federico Nannipieri, Tiziana Trivella, Cristina Valtriani , Maurizio Guidato e Giovanni Mascellani


Arcidiocesi di Pisa
Centro Pastorale per l'Evangelizzazione e la Catechesi



Ascolta


La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.









Medita


I discepoli sono disorientati, chiusi in una stanza con le porte sprangate “per paura dei Giudei”. È necessaria l’esperienza, l’incontro con il Risorto per vincere le loro paure e le loro insicurezze, per trasformarli in testimoni convinti e convincenti del Signore. Gesù, come a ricordarci che niente è impossibile a Dio, riesce a passare attraverso le porte sprangate, così come riesce a penetrare e a vincere anche i cuori più induriti dal peccato e apparentemente più lontani da Lui. E viene tra i suoi come portatore di pace donando loro lo Spirito Santo, il principio della vita nuova e l’aiuto indispensabile per la missione che attende i suoi discepoli nel mondo. Viene tra i suoi dando loro la potestà di liberare gli uomini dal peccato, premessa indispensabile per la realizzazione di una “nuova vita”.
Tutto allora è risolto, tutto è chiaro e definito? Assolutamente no! Immediatamente dopo il Vangelo di Giovanni ci ricorda ancora che i dubbi e le incertezze accompagneranno sempre il cammino dell’uomo sulla terra. Questa volta è l’incredulità, proverbiale, di un apostolo (“non fare il San Tommaso” si dice di qualcuno che non vuole credere a qualcosa che non sia del tutto evidente e dimostrato). A Tommaso manca la fiducia. Quante volte anche lui avrà sentito da Gesù descrivere la sorte che lo attendeva e la certezza della Resurrezione, eppure non crede finchè non vede. Non ha, al momento, la capacità di fare quel salto nel mistero che è tipico solo di chi si fida e si affida; come il bambino che si lascia andare perché sa che c’è qualcuno più grande e più forte di lui che non lo lascerà cadere e che è pronto ad accoglierlo: non si farà alcun male!



Per Riflettere



Sono davvero convinto che “niente è impossibile a Dio”? Cosa vuol dire nella mia vita affidarmi al Signore? Ho mai sperimentato nella mia esistenza che avere fiducia in Lui, specialmente nei momenti più bui e tristi, è stato fonte di gioia, di pace e di serenità? Che significato ha per me “Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna” (Mt 19, 29)?




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