Diario della Preghiera - Teofane il Recluso

Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 96 (95) - Il Signore re e giudice

[1] Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
[2] Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
[3] In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
[4] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
[5] Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
[6] Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.
[7] Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
[8] date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,
[9] prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
[10] Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.
[11] Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
[12] sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta
[13] davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.


Commento al Salmo


Il salmo è un invito all'assemblea dei popoli a riconoscere la grandezza di Dio. L'universalismo del salmo ha come base l'unicità di Dio, e la consapevolezza che tutti i popoli della terra hanno un'origine comune, e che, allontanatisi da Dio, ne hanno in qualche misura un ricordo nelle loro concezioni religiose, infettate di politeismo e di idolatria. Ora Dio chiama a raccolta tutte le famiglie dei popoli a ritornare a lui (Cf. Ps 21,28), che ha formato un popolo quale suo testimone, radunato attorno al tempio di Gerusalemme.
Il popolo di Israele è invitato a diffondere la conoscenza del vero Dio in mezzo ai popoli. Una certezza deve avere Israele, che egli è “terribile sopra tutti gli dei”, e che “tutti gli dei dei popoli sono un nulla”. Dietro gli dei concepiti dalle nazioni sono presenti i demoni sui quali Dio esercita pieno dominio.
L'invito ai popoli non è solo quello di aprirsi a Dio, ma di andare pellegrini “nei suoi atri”, e prostrarsi davanti a lui. Il “suo atrio santo”, sono quelli del tempio di Gerusalemme. I “sacri ornamenti”, sono vesti degne del tempio.
Tutta la terra deve essere presa dal timore di Dio: “Tremi davanti a lui tutta la terra”.
L'annuncio di Israele ai popoli deve affermare la regalità di Dio su di loro: “Dite tra le genti: <Il Signore regna!>”.
Egli è colui che con la sua provvidenza regge il mondo, e agisce con giustizia sui popoli: “È stabile il mondo, non potrà vacillare! Egli giudica i popoli con rettitudine”.
Il Signore “viene a giudicare la terra”; questo avverrà con la venuta di Cristo, re di giustizia e di pace il quale affermerà la giustizia (Cf. Ps 93). “Viene”, dice il salmista. Ora è venuto il Cristo, il Figlio di Dio incarnatosi nel grembo verginale di Maria. Egli viene continuamente con la sua grazia (Ap 1,8); poi, alla fine del mondo, verrà per il giudizio finale: “Giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli”. “Nella sua fedeltà”, cioè per dare la risurrezione gloriosa a coloro che lo hanno accolto.
Difficile poter dire la data di composizione del salmo; probabilmente è stato scritto in un tempo di grande compattezza di Israele, poco dopo la costruzione del tempio di Salomone, prima che avvenisse lo scisma delle tribù del nord (1Re 11,26s).

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