Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 90 (89) - Fragilità dell'uomo

[1] Preghiera. Di Mosè, uomo di Dio.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.
[2] Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.
[3] Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
[4] Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
[5] Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l’erba che germoglia;
[6] al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
[7] Sì, siamo distrutti dalla tua ira,
atterriti dal tuo furore!
[8] Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri segreti alla luce del tuo volto.
[9] Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua collera,
consumiamo i nostri anni come un soffio.
[10] Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione;
passano presto e noi voliamo via.
[11] Chi conosce l’impeto della tua ira
e, nel timore di te, la tua collera?
[12] Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
[13] Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
[14] Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
[15] Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
[16] Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
[17] Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.


Commento al Salmo


Il salmo illustra la condizione precaria della vita dell'uomo esposta alle sofferenze del quotidiano unitamente a quelle dei rivolgimenti storici causati per le lotte di potere. Il salmista procede con un tono sapienziale, rischiarato dalla consapevolezza della brevità dei giorni dell'uomo. Questa consapevolezza è tanto importante che egli la invoca per tutti gli uomini: “Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio”.
La composizione del salmo molto probabilmente è avvenuta nel tempo di pace relativa quando Antioco V ridiede la libertà religiosa ad Israele (163 a.C.).
Il salmista si rivolge a Dio come rifugio di Israele. Rifugio certo, perché Dio non è una creazione dell'uomo, egli, infatti, da sempre esiste: “Prima che nascessero i monti e la terra e il mondo fossero generati, da sempre e per sempre tu sei, o Dio”; "Mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato".
Il salmista ha il vivo ricordo di tracotanti superbi entrati nel tempio di Gerusalemme credendo di affermarsi su Dio: Tolomeo III e Tolomeo IV erano entrati nel tempio offrendo sacrifici ai loro dei (ca. 220-221 a.C.); Antioco IV Epifane lo saccheggiò e vi fece sacrifici a Giove (ca. 169-167 a.C).

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