Diario della Preghiera - Teofane il Recluso

Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 52 (51) - Condanna del cinico

[1] Al maestro del coro. Maskil. Di Davide. [2] Quando l’idumeo Doeg andò da Saul per informarlo e dirgli: «Davide è entrato in casa di Achimèlec».
[3] Perché ti vanti del male, o prepotente?
Dio è fedele ogni giorno.
[4] Tu escogiti insidie;
la tua lingua è come lama affilata,
o artefice d’inganni!
[5] Tu ami il male invece del bene,
la menzogna invece della giustizia.
[6] Tu ami ogni parola che distrugge,
o lingua d’inganno.
[7] Perciò Dio ti demolirà per sempre,
ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda
e ti sradicherà dalla terra dei viventi.
[8] I giusti vedranno e avranno timore
e di lui rideranno:
[9] «Ecco l’uomo che non ha posto Dio come sua fortezza,
ma ha confidato nella sua grande ricchezza
e si è fatto forte delle sue insidie».
[10] Ma io, come olivo verdeggiante nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre.
[11] Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.


Commento al Salmo


Il salmo inizia con una domanda - ricca di domande - rivolta a far riflettere un iniquo, ricco e potente, sulla sua posizione assurda. Quale bene gli viene dal fare il male? Quale ragione per arrivare a vantarsi di ciò di cui dovrebbe vergognarsi? Quale ragione per cui è prepotente, con ogni malizia, su colui che fa il bene? Alla domanda, rivolta ad uno perché abbia estrema forza, e faccia riflettere chi la ode o la pronuncia, il salmista fa seguire il buio profilo morale dell’empio: “Tu escogiti insidie; la tua lingua è come lama affilata o artefice d’inganni!”. La menzogna continua è la sua regola di vita. L’ordire insidie per travolgere gli altri è la sua occupazione. La sua lingua è come una spada che uccide. Egli crede d’essere vincente, ma ecco quello che il salmista gli dice: “Perciò Dio ti demolirà per sempre”. La sua fine sarà di conferma per i giusti, che, ridendo di lui perché vedranno compiersi in lui la giustizia di Dio, diranno: “Ecco l’uomo che non ha posto Dio come sua fortezza…”
Al contrario il salmista, il giusto, sarà verdeggiante come un olivo, poiché rimarrà nella “casa di Dio”, cioè la Chiesa, e confiderà sempre nel Signore: “confido nella fedeltà di Dio in eterno e per sempre”.
Il salmista conosce la fedeltà di Dio, come Dio ha sempre aiutato i giusti, e come lui stesso è stato aiutato e ne rende grazie a Dio. Egli spera in lui e, lungi dall’avere una fede chiusa nel privato, dichiara che di questa sua speranza ne darà testimonianza davanti ai fedeli di Dio.

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