Diario della Preghiera - Teofane il Recluso

Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 21 (20) - Rito di incoronazione

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.
[2] Signore, il re gioisce della tua potenza!
Quanto esulta per la tua vittoria!
[3] Hai esaudito il desiderio del suo cuore,
non hai respinto la richiesta delle sue labbra.
[4] Gli vieni incontro con larghe benedizioni,
gli poni sul capo una corona di oro puro.
[5] Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa,
lunghi giorni in eterno, per sempre.
[6] Grande è la sua gloria per la tua vittoria,
lo ricopri di maestà e di onore,
[7] poiché gli accordi benedizioni per sempre,
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.
[8] Perché il re confida nel Signore:
per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso.
[9] La tua mano raggiungerà tutti i nemici,
la tua destra raggiungerà quelli che ti odiano.
[10] Gettali in una fornace ardente
nel giorno in cui ti mostrerai;
nella sua ira li inghiottirà il Signore,
li divorerà il fuoco.
[11] Eliminerai dalla terra il loro frutto,
la loro stirpe di mezzo agli uomini.
[12] Perché hanno riversato su di te il male,
hanno tramato insidie; ma non avranno successo.
[13] Hai fatto loro voltare la schiena,
quando contro di loro puntavi il tuo arco.
[14] Àlzati, Signore, in tutta la tua forza:
canteremo e inneggeremo alla tua potenza.


Commento al Salmo

Questo salmo è lode e glorificazione a Dio per la grandezza del re, e possiede accenti così fortemente messianici ed escatologici che emerge il modello su cui è tratteggiata la figura del re, cioè il Cristo Signore, il Figlio del Padre. Così la recitazione in Cristo si rivolge al Padre nella lode per la grandezza del Cristo.
“Signore, il re gioisce della tua potenza”, sono parole che si riferiscono alla potenza con la quale il Padre ha liberato il Figlio dalla tomba. “Quanto esulta per la tua vittoria”, non solo la salvezza della sua liberazione dalla corruzione della tomba, ma innanzi tutto la nostra salvezza per la quale ha versato il suo sangue.
“Hai esaudito il desiderio del suo cuore”, cioè che gli uomini abbiano vita, pace. “Non hai respinto la richiesta delle sue labbra”, cioè la sua preghiera piena di donazione di sé al Padre per la salvezza del genere umano. “Gli vieni incontro con larghe benedizioni”, quelle che si riversano sulla Chiesa, suo corpo mistico. “Gli poni sul capo una corona di oro puro”, è la consegna al Figlio d’ogni potere in cielo e in terra; egli per il suo sacrificio è il Re dei re e il Signore dei signori. “Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa, lunghi giorni in eterno, per sempre”, per tutti gli uomini egli ha chiesto vita e perciò è diventato perenne datore di vita agli uomini, fino alla risurrezione, di cui egli già gode in eterno nella gloria del Padre.
Immensa è la gloria che Cristo risorto ha in cielo. Egli è avvolto di maestà e di onore dall’omaggio adorante degli angeli e dai beati, da coloro che egli ha liberato dalle tenebre con la sua morte di croce. Egli è oggetto di benedizione per sempre poiché con la donazione perenne dello Spirito Santo alla Chiesa fa si che questa lo benedica incessantemente. Egli ha il volto inondato di gioia perché riceve l’eterna lode e gloria del Padre e della Chiesa, nonché delle schiere angeliche.
“Perché il re confida nel Signore: per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso”, Cristo confida nel Padre nel senso che il suo sacrificio sulla croce è eternamente, senza misura, gradito al Padre: la sua Chiesa, dunque, non sarà mai abbattuta sulla terra.
L’orante comincia a rivolgersi al Re. Egli ha ricevuto dal Padre ogni potere in cielo e in terra per cui sarà vincitore di tutti i suoi nemici che lo avversano combattendo la Chiesa. E’ la descrizione del giorno dell’ira del Signore: “Gettali in una fornace ardente, nel giorno in cui ti mostrerai”. Quel giorno , è il giorno del ritorno glorioso del Cristo a giudicare i vivi e i morti. Il Padre, al quale appartengono i tempi e i momenti (Cf. At1,7), decreterà il distruttivo basta finale.
Il salmista vede già quel giorno tanto con certezza verrà, e per un attimo ne parla usando il presente: “Hai fatto loro voltare la schiena”.
L’orante termina con un’invocazione di aiuto a Dio. Per noi è in Cristo un elevarci al Padre chiedendo la nostra liberazione dal male: “ma liberaci dal male”

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