Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 116 (114-115) - Ringraziamento

[1] Amo il Signore, perché ascolta
il grido della mia preghiera.
[2] Verso di me ha teso l’orecchio
nel giorno in cui lo invocavo.
[3] Mi stringevano funi di morte,
ero preso nei lacci degli inferi,
ero preso da tristezza e angoscia.
[4] Allora ho invocato il nome del Signore:
«Ti prego, liberami, Signore».
[5] Pietoso e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
[6] Il Signore protegge i piccoli:
ero misero ed egli mi ha salvato.
[7] Ritorna, anima mia, al tuo riposo,
perché il Signore ti ha beneficato.
[8] Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei occhi dalle lacrime,
i miei piedi dalla caduta.
[9] Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.
[10 (115,1)] Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
[11 (115,2)] Ho detto con sgomento:
«Ogni uomo è bugiardo».
[12 (115,3)] Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
[13 (115,4)] Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
[14 (115,5)] Adempirò i miei voti al Signore,
davanti a tutto il suo popolo.
[15 (115,6)] Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
[16 (115,7)] Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
[17 (115,8)] A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
[18 (115,9)] Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
[19 (115,10)] negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.
Alleluia.


Commento al Salmo


Il salmo presenta un pio Giudeo che, oppresso da “tristezza e angoscia”, ha innalzato a Dio una preghiera ardente: “Ti prego, liberami, Signore”; e non ha mancato di sperimentare il soccorso del Signore, confermandosi così nella fiducia in lui: “Amo il Signore, perché ascolta il grido della mia preghiera...”. La narrazione conduce a delineare un prigioniero di fronte al quale si profila la morte; infatti si parla di: “Funi di morte”; di assenza di vie d'uscita: “Ero preso nei lacci degli inferi”; ed esplicitamente vien detto: “hai liberato la mia vita dalla morte".
La grazia della liberazione gli è giunta tanto improvvisa che deve dire a se stesso: “Ritorna, anima mia, al tuo riposo...”, dove la pace è il dolce incontro con Dio, il dolce lodare Dio.
Il pio Giudeo è pieno di gratitudine e con gioia dice al Signore "hai liberato la mia vita dalla morte, i miei occhi dalle lacrime, i miei piedi dalla caduta" dove per caduta si deve intendere la disperazione, la rottura con Dio.
Dopo quell'esperienza dura, ma feconda, il salmista si propone di camminare alla presenza del Signore, cioè di essere sempre conforme al volere di Dio: “Io camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”. Nella “terra dei viventi” è da vedere la Palestina rinnovata per l'eliminazione degli idoli: è il grande desiderio del pio Giudeo.
Le parole “Mi stringevano funi di morte...ero preso da tristezza e angoscia” ci portano a Cristo (Cf. Eb 5,7).

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