Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 112 (111) - Elogio del Giusto

1 Alleluia.
Alef Beato l’uomo che teme il Signore
Bet e nei suoi precetti trova grande gioia.

Ghimel 2 Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
Dalet la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.

He 3 Prosperità e ricchezza nella sua casa,
Vau la sua giustizia rimane per sempre.

Zain 4 Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
Het misericordioso, pietoso e giusto.

Tet 5 Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
Iod amministra i suoi beni con giustizia.

Caf 6 Egli non vacillerà in eterno:
Lamed eterno sarà il ricordo del giusto.

Mem 7 Cattive notizie non avrà da temere,
Nun saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Samec 8 Sicuro è il suo cuore, non teme,
Ain finché non vedrà la rovina dei suoi nemici.

Pe 9 Egli dona largamente ai poveri,
Sade la sua giustizia rimane per sempre,
Kof la sua fronte s’innalza nella gloria.

Res 10 Il malvagio vede e va in collera,
Sin digrigna i denti e si consuma.
Tau Ma il desiderio dei malvagi va in rovina.

Commento al Salmo

È un salmo stilisticamente gemello del 110. Tratta del giusto il quale è beato perché “teme il Signore”. Questo timore non gli dà paura, ma lo zelo nell'osservanza dei comandamenti, i quali donano pace e gioia: “nei suoi precetti trova grande gioia”.
Il giusto è gradito a Dio e “la discendenza dei giusti sarà benedetta”.
“La sua giustizia rimane per sempre”, perché deriva dall'osservanza della parola di Dio, la quale non guida l'uomo a passi falsi. Il giusto, per il suo esempio e la sua parola, è riconosciuto dai giusti come luce che fuga le tenebre: “Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti”.
L' uomo che dà in prestito applica l'amore verso il prossimo e perciò “amministra i suoi beni con giustizia”, senza avarizia, senza egoismo; tuttavia non bisogna lasciarsi raggirare poiché (Sir 12,4): “Fà doni all'uomo pio e non dare aiuto al peccatore”.
“Eterno sarà il ricordo del giusto" perché è stato di esempio, di luce, e la sua memoria è dolce e ricca di stimoli al bene: “La sua giustizia rimane per sempre”.
“Saldo è il suo cuore, confida nel Signore”; la saldezza del cuore deriva non da durezza interiore, ma dalla confidenza in Dio, che non lascia mai il giusto senza aiuto di fronte all'empio: “Sicuro è il suo cuore, non teme, finché non vedrà la rovina dei suoi nemici”.
Non solo il giusto dà in prestito a chi è leale, ma “dona largamente ai poveri”.
“La sua fronte si innalza nella gloria”, cioè la sua capacità nella preghiera lo pone nella vittoria, nella gloria che accompagna la vittoria nelle aspre battaglie della vita. Ma di fronte alle vittorie sui suoi nemici egli rimane umile, “misericordioso, pietoso e giusto”. L'empio che lo invidia e lo insidia “digrigna i denti”, ma nulla può, e “si consuma” nella sua impotenza contro il giusto, poiché “il desiderio dei malvagi va in rovina”, anche se può prevalere sul giusto fino ad ucciderlo; ma non potrà vincerlo nel cuore (Cf. Mt 10,28).

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