Il Volto dell’Umile - Isacco di Ninive



Salmo 106 (105) - Confessione nazionale

[1] Alleluia.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
[2] Chi può narrare le prodezze del Signore,
far risuonare tutta la sua lode?
[3] Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo.
[4] Ricòrdati di me, Signore, per amore del tuo popolo,
visitami con la tua salvezza,
[5] perché io veda il bene dei tuoi eletti,
gioisca della gioia del tuo popolo,
mi vanti della tua eredità.
[6] Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
[7] I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie,
non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.
[8] Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza.
[9] Minacciò il Mar Rosso e fu prosciugato,
li fece camminare negli abissi come nel deserto.
[10] Li salvò dalla mano di chi li odiava,
li riscattò dalla mano del nemico.
[11] L’acqua sommerse i loro avversari,
non ne sopravvisse neppure uno.
[12] Allora credettero alle sue parole
e cantarono la sua lode.
[13] Presto dimenticarono le sue opere,
non ebbero fiducia nel suo progetto,
[14] arsero di desiderio nel deserto
e tentarono Dio nella steppa.
[15] Concesse loro quanto chiedevano
e li saziò fino alla nausea.
[16] Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento
e di Aronne, il consacrato del Signore.
[17] Allora si spalancò la terra e inghiottì Datan
e ricoprì la gente di Abiràm.
[18] Un fuoco divorò quella gente
e una fiamma consumò quei malvagi.
[19] Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
si prostrarono a una statua di metallo;
[20] scambiarono la loro gloria
con la figura di un toro che mangia erba.
[21] Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
che aveva operato in Egitto cose grandi,
[22] meraviglie nella terra di Cam,
cose terribili presso il Mar Rosso.
[23] Ed egli li avrebbe sterminati,
se Mosè, il suo eletto,
non si fosse posto sulla breccia davanti a lui
per impedire alla sua collera di distruggerli.
[24] Rifiutarono una terra di delizie,
non credettero alla sua parola.
[25] Mormorarono nelle loro tende,
non ascoltarono la voce del Signore.
[26] Allora egli alzò la mano contro di loro,
giurando di abbatterli nel deserto,
[27] di disperdere la loro discendenza tra le nazioni
e disseminarli nelle loro terre.
[28] Adorarono Baal-Peor
e mangiarono i sacrifici dei morti.
[29] Lo provocarono con tali azioni,
e tra loro scoppiò la peste.
[30] Ma Fineès si alzò per fare giustizia:
allora la peste cessò.
[31] Ciò fu considerato per lui un atto di giustizia
di generazione in generazione, per sempre.
[32] Lo irritarono anche alle acque di Merìba
e Mosè fu punito per causa loro:
[33] poiché avevano amareggiato il suo spirito
ed egli aveva parlato senza riflettere.
[34] Non sterminarono i popoli
come aveva ordinato il Signore,
[35] ma si mescolarono con le genti
e impararono ad agire come loro.
[36] Servirono i loro idoli
e questi furono per loro un tranello.
[37] Immolarono i loro figli
e le loro figlie ai falsi dèi.
[38] Versarono sangue innocente,
il sangue dei loro figli e delle loro figlie,
sacrificàti agli idoli di Canaan,
e la terra fu profanata dal sangue.
[39] Si contaminarono con le loro opere,
si prostituirono con le loro azioni.
[40] L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità.
[41] Li consegnò in mano alle genti,
li dominarono quelli che li odiavano.
[42] Li oppressero i loro nemici:
essi dovettero piegarsi sotto la loro mano.
[43] Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe;
[44] ma egli vide la loro angustia,
quando udì il loro grido.
[45] Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
[46] Li affidò alla misericordia
di quelli che li avevano deportati.
[47] Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
[48] Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre.
Tutto il popolo dica: Amen.
Alleluia.


Commento al Salmo


Questo salmo è stato scritto dal primo gruppo dei rimpatriati. Il rientro non fu privo di difficoltà per la presenza di genti ostili (Esd 4,1s; Ne 4,1s) per cui il salmista, un responsabile del popolo, invoca Dio di aiutarlo: “Ricordati di me Signore, per amore del tuo popolo...”. Con grande umiltà il salmista ha presente il passato di peccato di Israele e invoca che tutti i gruppi deportati possano ritornare in patria: “Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti...”.
Il salmo non si trova nella Liturgia delle Ore per il suo preponderante contenuto di memoria storica, come già il salmo 105 (104).

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