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Commento al Vangelo della Domenica di Giancarlo Bruni

Giancarlo Bruni, (1938) appartiene all'Ordine dei Servi di Maria e nello stesso tempo è monaco della Comunità ecumenica di Bose.

Giancarlo Bruni, (1938) appartiene all'Ordine dei Servi di Maria e nello stesso tempo è monaco della Comunità ecumenica di Bose. Risiede un po’ a Bose e un po’ all’eremo di San Pietro alle Stinche (FI). Il suo impegno nel diffondere una spiritualità biblica mai separata dalla realtà quotidiana e dalla storia, lo ha fatto conoscere come uno degli autori italiani più apprezzati nell'ambito religioso. E’ docente di ecumenismo presso la pontificia facoltà teologica “Marianum” di Roma. Tiene corsi e conferenze in varie parti di Italia e all’estero.

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CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO

Crocefisso di San Damiano in Argento




Omelia Domenicale
di Don Michele diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)


I «sette peccati capitali»:
i vizi a cui si possono ricondurre tutti i peccati umani

«superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia».


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Crocifissi in Legno da Parete

La Scrittura via alla resurrezione

Domenica 22 aprile 2012 , 3ª domenica di Pasqua. Letture: At 3,13-15.17-19; 1 Gv 2,1-5a; Lc 24,35-48. «Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!"»






1. «Mentre essi parlavano di queste cose», essi gli apostoli riuniti insieme (Lc 24,33) a riflettere sul senso di una tomba vuota, del messaggio degli angeli alle donne, dell’apparizione ai due discepoli di Emmaus e a Pietro (Lc 24,1-35), conseguenze di un evento al quale nessuno aveva assistito e sul quale non restava e non resta che il silenzio. Parliamo dell’atto della resurrezione di Gesù. Se la sua crocifissione è stata uno «spettacolo» (Lc 23,48) pubblico visto da molti, alla sua resurrezione non ha partecipato occhio umano alcuno. Parlavano dunque di cose successive passibili di più interpretazioni, la tomba vuota potrebbe anche voler dire cadavere trafugato e le apparizioni potrebbero voler dire allucinazioni, fantasie: «credevano di vedere un fantasma» (Lc 24,37), uno spirito. Luca con maestria ripercorre il cammino travagliato degli amici di Gesù alla fede nella resurrezione: dalla tristezza e dalla delusione per una presenza tolta e per sogni frustrati (Lc 24,17.21) a una mente ottusa tarda a capire i segni che le sono stati dati (Lc 24,25). Tomba vuota, messaggi di angeli, racconti di donne e apparizioni di fatto generano sconvolgimento e paura (Lc 24,22.37), stato confusionale. Una situazione tuttavia che pur non capendo non si arrende, se ne parla, si vorrebbe comprendere.

2. E «mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro…e disse…perché sorgono dubbi…sono proprio io», egli il Risorto con i segni della passione e non un puro spirito o fantasma. Una apparizione dal di «fuori» resasi necessaria per fare uscire il «dentro» o cuore degli apostoli dalla incredulità introducendoli nel riconoscimento di lui come il vivente (Lc 24,36-43), e conseguentemente in una lettura diversa dei segni dati. Ad esempio la tomba vuota da sola non è stata in grado di liberare dalla prigione di ragionamenti senza sbocco, mentre diventa annuncio di resurrezione a chi è stata concessa la fede in essa attraverso il convincimento operato dal Risorto stesso. È ciò che è accaduto agli apostoli, dal Risorto che si impone ad essi come risorto alla tomba, alle donne, agli angeli e ai due di Emmaus come messaggeri del Risorto. Approccio singolare. Un convincimento, prosegue Gesù (Lc 24,44-47), a cui gli apostoli avrebbero potuto pervenire anche senza la sua apparizione costretta dalla costatazione di un eccesso di perdita di memoria e di mente chiusa. «Poi disse: Sono queste le parole che io vi dissi quando ancora ero con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei profeti e nei Salmi. Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno». Gesù ri-dice ai suoi ciò che in precedenza aveva loro pre-detto, risveglia la loro memoria e li reinizia a comprendere la sua morte-resurrezione alla luce di una lunga catena di citazioni scritturistiche, alla luce cioè della volontà del Padre contenuta nello «Sta scritto». In Luca via alla resurrezione o alla interpretazione secondo Dio della tomba vuota è tutta la Scrittura attraverso cui la Parola di Dio diventa il messaggero della Pasqua di Gesù il Cristo, l’inviato del Padre a mutare il cammino dell’uomo orientandolo verso i sentieri del perdono e della conversione (Lc 24,47): «Di questo voi siete testimoni» (Lc 24,48).

3. Pagina attualissima. Ogni domenica (Lc 24,1) alle comunità riunite risuona alta nello «Sa scritto» la testimonianza apostolica della resurrezione di Cristo che viene a noi come parola di conversione, un mutamento radicale circa il pensare Dio e il pensare l’uomo indicati dal gesto dello spezzare il pane (Lc 24,35). Dio in Cristo si racconta come Padre che si frantuma per l’uomo, che si offre in pasto all’uomo e che dona all’uomo resurrezione; e l’uomo in Cristo è raccontato come pacificato (Lc 24,36), perdonato (Lc 24,47), destinato alla resurrezione e nel frattempo della storia a divenire il tu attraverso cui il Tu del Padre in Cristo continua a consegnarsi e ad annunciare resurrezione.

Davanti a Dio, l’uomo è ciò che liberamente vuole e non ciò che sente contro la propria volontà. La scoperta della propria libertà è molto importate per la vita spirituale. Ma resta vero che i pensieri malvagi che attirano la nostra attenzione sono spiacevoli. Con quale mezzo si potrebbero evitare? A questo proposito gli uomini spirituali imparano la pratica che si chiama attenzione o vigilanza del cuore, o sobrietà mentale».






Il Vangelo di ogni giorno con un Commento





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