Commento al Vangelo della Domenica di Ermes Ronchi


Gesù viene a guarirci, non a rifare un «codice»

Domenica 16 febbraio 2020 VI Domenica Tempo ordinario – Anno A

Letture: Siracide 15,16-21; Salmo 118; 1 Corinzi 2,6-10; Matteo 5,17-37


Vangelo:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli [...]».

Commento

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti.

L'apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme:
«Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide.


Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi. Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino... Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l'ira, l'insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio.

L'uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell'altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna non è l'inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo.

Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell'immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell'immondezzaio della storia.

Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio.
Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero.


Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona.

Adulterio viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell'uomo.

Terza leva: Ma io vi dico:
Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no.


Dal divieto del giuramento, Gesù va fino in fondo, arriva al divieto della menzogna. Di' sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell'intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c'è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

Indice Omelie Ermes Ronchi

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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Michele Cuttano diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)


Narrare la Fede ai Figli:
14 -
SE SEI PAROLE PAROLE PAROLE, PAROLE SOLTANTO PAROLE…, NON SEI DI GESU’ DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020 VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A Letture: Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5,17-37

Per Adulti:
14 -
CAMBIARE PER RITORNARE ALLA VITA - DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020 VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A Letture: Sir 15,15-20; Sal 118; 1 Cor 2,6-10; Mt 5,17-37


In Dialogo il Teologo Risponde


Alcuni esempi:

Come fare per chiedere una grazia?
Risponde padre Lamberto Crociani, docente di Liturgia alla facoltà teologica dell'Italia Centrale


Ultimo Inserimento 10 Febbraio 2020:

Le letture della Messa: ecco perché non si possono cambiare a piacimento

Un presbitero può cambiare in parte, o completamente, la liturgia della Parola, rispetto a quanto indicato nel Lezionario? In particolare mi interessava sapere se le messe festive e le solennità, come il Natale o la Pasqua possano essere oggetto di cambiamenti anche drastici nelle letture proposte. Ho cercato autonomamente in alcuni documenti («Dies Domini», «Sacrosantum Concilium», «Redemptionis Sacramentum»), ma avrei piacere di leggere una risposta organica di un esperto. - Lettera firmata

Risponde padre Lamberto Crociani, docente di liturgia


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde





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