Commento al Vangelo della Domenica di Ermes Ronchi


Battesimo: immergersi in un oceano d'amore

Domenica 12 Gennaio 2020 Battesimo del Signore Anno A

Letture: Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17


Vangelo:

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. [...]

Commento

La scena grandiosa del battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte dello Spirito sulle acque del Giordano, con la dichiarazione d'amore di Dio, è accaduta anche al mio battesimo e accade ancora a ogni quotidiana ripartenza.

La Voce, la sola che suona in mezzo all'anima, ripete a ciascuno: tu sei mio figlio, l'amato, in te ho posto il mio compiacimento.

Parole che ardono e bruciano: figlio mio, amore mio, gioia mia. Figlio è la prima parola. Figlio è un termine potente sulla terra, potente per il cuore dell'uomo. E per la fede. Dio genera figli secondo la propria specie, e io e tu, noi tutti abbiamo il cromosoma del genitore nelle nostre cellule, il Dna divino in noi.

Amato è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima che tu dica «sì», che tu lo sappia o no, ogni giorno, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è «amato». Di un amore che ti previene, che ti anticipa, che ti avvolge a prescindere da ciò che oggi sarai e farai. Amato, senza se e senza ma. La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io amo lui. E che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me! Per fortuna, vorrei dire; o, meglio, per grazia! Ed è questo amore che entra, dilaga, avvolge e trasforma: noi siamo santi perché amati.

La terza parola: Mio compiacimento. Termine desueto, inusuale eppure bellissimo, che nel suo nucleo contiene l'idea di piacere. La Voce grida dall'alto del cielo, grida sul mondo e in mezzo al cuore, la gioia di Dio: è bello con te, figlio mio; tu mi piaci; stare con te mi riempie di gioia.

La potenza del battesimo è detta con il simbolo vasto delle acque che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono, fanno germogliare i semi; con lo Spirito che, insieme all'acqua, è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, in scena già dal secondo versetto della Genesi: «Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque».

Una danza dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l'acqua sono legati a ogni genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che sgorga. Noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d'acqua versata sul capo del bambino. La realtà è grandiosa: nella sua radice battezzare significa immergere: «Siamo immersi in un oceano d'amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci).

Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita; «stringimi a te, stringiti in me» (G. Testori).

Sono dentro Dio, come dentro l'aria che respiro, dentro la luce che mi bacia gli occhi; immerso in una sorgente che non verrà mai meno, inabissato in un grembo vivo che nutre, fa crescere e protegge: battezzato.

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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Michele Cuttano diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg)


Narrare la Fede ai Figli:
09 -
RICOMINCIAMO Domenica 12 Gennaio 2020 BATTESIMO DEL SIGNORE - anno A - LETTURE: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17

Per Adulti:
09 -
STARTING OVER - Domenica 12 Gennaio 2020 BATTESIMO DEL SIGNORE LETTURE: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17


In Dialogo il Teologo Risponde


Alcuni esempi:

Come fare per chiedere una grazia?
Risponde padre Lamberto Crociani, docente di Liturgia alla facoltà teologica dell'Italia Centrale


Perché Natale è il 25 dicembre?
Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia Sacramentaria


Ultimo Inserimento 22 Dicembre 2019:

La grotta, il bue e l’asinello, i pastori: il presepe ha le sue radici nel Vangelo

Ho letto con grande piacere la lettera di Papa Francesco sul presepe. C’è però una curiosità che mi ha sempre accompagnato: tradizionalmente si dice che Gesù è nato in una stalla, o in una grotta. Mi sembra che nei vangeli non ci sia un riferimento diretto: ci sono altri testi da cui abbiamo altre informazioni? La ricostruzione della natività che si fa nel presepe, con il bue, l’asinello, i pastori ha un fondamento biblico o fa parte della pietà popolare? Lettera Firmata

Risponde don Filippo Belli, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde


Le Parole di Papa Francesco Catechesi:
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