Chiesa San Francesco Lucera presbiterio
Omelia Domenicale e Festiva a cura di Michele Cuttano diacono della Diocesi di Lucera-Troia (Fg).




Michele Cuttano Diacono

CRISTO HA SCELTO L’UMANITA’ DEBOLE

DOMENICA 19 GENNAIO 2020 II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

LETTURE: Is 49, 3. 5-6; Sal 39; 1 Cor 1, 1-3; Gv 1, 29-34


Il Vangelo sempre ci parla di incontri di Cristo con l’umanità, Cristo è sempre alla ricerca dell’uomo.
Giovanni il Battista, riconosce in Cristo non semplicemente una bella figura storica.
A volte anche noi cristiani possiamo lasciarci confondere le idee e pensare che Cristo sia il più grande guaritore della storia dell’umanità;
che Cristo sia un grande uomo dal pensiero elevatissimo;
che Cristo sia il fondatore di un movimento meraviglioso…
Bei pensieri edificanti e seducenti ma, lontanissimi dalla Verità.
“Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”
Tutta la Sacra Scrittura è colma di questa Promessa per l’umanità.
Il Promesso Agnello di Dio appartiene ad un popolo!
La Sua presenza nella storia dell’umanità è per questo popolo.
L’Agnello di Dio è per l’umanità peccatrice non certo per quella che si ritiene giusta anzi creditrice davanti a Dio.
Ancora una volta la Parola di Dio sovrasta le nostre strade umane.
Cristo è per l’uomo che conosce il peccato, quindi è anche per noi Chiesa.
Uno dei mali che avvolge sempre di più la nostra umanità è la perdita del senso del peccato.
Tutto diventa lecito.
Ogni nostro comportamento sembra che non produca nessun male.
E’ il lavoro di satana, dell’ingannatore.
Il convincerci della sua non esistenza e che il male non esista.
La cronaca dei nostri giorni è intrisa di questa perversa sapienza.
Quanti maestri e scienziati alzano le loro voci sbandierando verità assolute che poi vengono smentite dopo qualche anno dagli stessi loro colleghi o dalla storia quotidiana stessa
Se volete degli esempi subito serviti…
Negli anni settanta “menti illuminate di buio” affermarono che fino a tre mesi la vita di un feto era qualcosa di inesistente, un vegetale senza pensieri, senza capacità di provare dolore e piacere, insomma un “qualcosa” che si poteva pure strappare e gettare via.
“Pare” che la “scienza ufficiale” abbia fatto la scoperta (arrivata troppo tardi per milioni di esseri umani che nel frattempo sono stati soppressi) che dal primo istante del concepimento c’è tutto l’uomo!
Nel frattempo c’è una umanità ingannata che continua ad affermare che la vita, solo perché così piccola e indifesa, è un suo possesso e che permettere che questa vita continui a crescere o meno sia un suo diritto, una sua scelta, un suo diritto accordare giorni di vita.
La scienza, l’uomo è fallace ed è la stessa scienza che spesso ce lo dimostra.
Il peccato non è una invenzione dei preti, purtroppo.
C’è e l’uomo non riesce con le proprie forze a liberarsene.
Cerca di “infiocchettarlo” ma, il male è male, sempre.
Questa affermazione ha il sapore di una sconfitta?
Dobbiamo accettarla, ripeto non è solo la religione che ce lo dice;
è la storia dell’umanità.
Dobbiamo avere il coraggio di ammettere la nostra natura di peccatori e non nasconderci come il primo Adamo;
avere il coraggio di ritornare al Padre riconoscendo il nostro male.
E’ a questi uomini che Cristo toglie il peccato assumendolo su di Sé.
Le mani dell’uomo su un altro uomo sono spesso per arraffare, per violentare, per togliere una intimità che è dignità dell’anima.
La Mano di Dio restituisce; prende il male da noi e ci dona la vita.
In qualsiasi situazione di morte tu ti trova fratello, confida in Lui, permetti a Cristo di guarirti.
Permettiamo a Dio di entrare nella nostra storia, di metterci le Sue Mani per guarirci.
Ho incontrato e incontro più volti assetati di Cristo nell’umanità “malata” che in quella in “salute”.
E come Chiesa abbiamo un grande compito: Presentare l’Agnello di Dio al mondo perso.
Ritrovare in noi questa antica e mai vecchia vocazione della ricerca dei lontani.
Guai a pensare di assolvere alla nostra chiamata di cristiani conducendo solo la pastorale sacramentale. Significherebbe semplicemente conservare i nostri talenti sotterra e restituirli poi, così come li abbiamo ricevuti, al Padrone che quando ritornerà ci disprezzerà per questo atteggiamento pavido e infingardo(Mt 25, 14-30).
No, non basta solo il battesimo di Giovanni:
“Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui”
Come Chiesa testimone dobbiamo indicare Cristo al mondo.
Pensare di accostarci all’uomo del mondo, anche di culture e fedi differenti, senza Cristo è una tentazione.
E’ vero, in tante religioni c’è una scheggia dell’Amore di Dio ma, credetemi, in Cristo c’è la pienezza.
E’ Cristo che salva l’umanità, anche quella che non Lo conosce.
Accettare nella propria esistenza Cristo “Agnello di Dio” significa accettare nella propria vita l’unico Amore che ha la forza di fermare il male.
Cristo per l’umanità è la Novità vera che ci cambia nel profondo.
Certo è una novità inattesa quella di Dio che si presenta al mondo come un agnello.
I potenti di questo mondo, le “mentalità vincenti” disprezzano la mitezza, la mansuetudine dell’agnello, mettono il bavaglio al cristiano pensando di poter far tacere Dio…
Ma Cristo ha vinto il mondo, Lui rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili.
Seconda Domenica del Tempo Ordinario, sinceramente così straordinaria in Cristo…

Pagina Indice Omelia della Domenica


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