Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


Home Page

Torna indietro



Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

XXII Domenica del T.O. anno A 31 Agosto 2008


I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA…





La risposta di Pietro nel Vangelo di Domenica scorsa alla domanda su chi fosse Cristo veniva dallo Spirito, al punto che Gesù gli dice:
"Tu sei Pietro e su questa pietra costruirò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa "
Questa Domenica l'atteggiamento di Gesù cambia totalmente al punto che Pietro viene chiamato "satana".
Cambiamento di umore da parte di Gesù?
Il Figlio di Dio non cambia, mai.
Sapete, in Pietro, in ognuno di noi c'è un combattimento continuo, quotidiano, ad ogni respiro.
Cristo che è vera Luce svela tutto di noi
Cerchiamo allora di capire cosa accade a San Pietro e soprattutto se capita anche a noi…
Cristo, parlando ai discepoli, preannuncia come la Sua missione lo porterà non a vivere momenti di gloria umana, tutt'altro, lo porterà "a soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno".
Pietro chiama in disparte Gesù (che indesiderata delicatezza) e gli dice:
"Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai".
Il comportamento di Pietro di fronte a questa rivelazione (certamente inaspettata) è, potrei definirlo, "normale", politicamente corretto.
Possiamo dire che anche noi condividiamo appieno le parole di Pietro, che è quanto noi stessi ci aspettiamo dal nostro seguire Cristo?
Pietro per meritare questa risposta in che cosa ha sbagliato e in che cosa sbagliamo noi?
Pietro si aspettava un Messia liberatore, vincitore di tutte le sofferenze umane, senza tribolazioni interiori.
Che male c'è, se uno si mette a seguire il Figlio di Dio poi certe "fregature" dalla vita non se le aspetta, ti pare?
Che dici, noi come la pensiamo?
Quanto siamo lontani da Dio nei nostri pensieri di appartenere a Dio.
Come a volte riduciamo il nostro essere di Cristo ad una "assicurazione sulla vita terrena".
Come dobbiamo ancora capire noi cristiani che è la Croce la vera cattedra della vita eterna.
Come è importante che i nostri pensieri vengano fuori, alla Luce e che questi non restino subdolamente nascosti nei nostri cuori e poi, dietro una ostentata religiosità, nei momenti cruciali della nostra vita, ragioniamo e agiamo tale e quale a coloro che non sono di Cristo.
In fondo la miseria di Pietro del Vangelo odierno viene a chiederci di entrare nella nostra vita;
viene a dirci che appartiene anche a noi.
E' un primo passo verso la conversione perché permette alla nostra vita di accogliere questa Parola di Gesù:
"Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!"
Certo che per un "ordinato", per un discepolo, per un cristiano di lunga data, magari pure con tessera del gruppo parrocchiale…
Fa male sentirsi rivolgere queste parole.
Sì, ma fa anche e soprattutto bene!
Il mondo, le nostre città, le parrocchie, le nostre famiglie, hanno bisogno di Cristo.
C'è lo spirito del mondo, di satana, che spinge per entrare in ogni nostro contesto.
Il cristiano non fa "spallucce", non si tira indietro, non ha abiti diversi da indossare per le varie occasioni della vita.
Nella politica, nel privato…
Non esiste una terza via dove si possono accomodare Cristo e satana.
O siamo di Cristo o siamo del mondo.
Ascolta cosa dice ancora Gesù nel Vangelo, il meglio deve ancora arrivare….:
"Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua".
Prendere la croce e seguirlo?
Ma se facciamo di tutto per scappare dalla nostra Croce quotidiana…
Problemi per arrivare a fine mese, problemi di lavoro, problemi di malattia, problemi con la suocera, problemi con la moglie, problemi condominiali…
Quante soluzioni umane e private che non hanno nulla a che fare con Cristo escogitiamo per risolvere i nostri crucci…
Sì, ma caro fratello, non esiste una strada in discesa, un'entrata in Gerusalemme verso la gloria.
Come è vicino San Pietro in questo modo di pensare…., come vorremmo anche noi un cristianesimo "trionfante" su tutte le cose storte della vita.
Aspetta un po', vedi che aggiunge Gesù!
"Perché chi vorrà salvare la sua vita la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia, la troverà".
A questo punto Pietro avrà pensato di trovarsi un "altro Figlio di Dio"da seguire, con aspirazioni più umane o magari avrà pensato fra sé "sì, voglio proprio vedere come po'aggiusta tutto, ha fatto tanti miracoli…., si deve piegare.
Caro fratello, c'è un essere cristiano che è solo di facciata, comodo, e c'è invece "l'imitazione di Cristo" che passa per la porta stretta, che percorre una via angusta, che vive nel servizio al prossimo, nella donazione.
C'è un nostro appartenere a Cristo, il Figlio del Dio vivente, che magari percorre pure le processioni ma vive e si realizza appieno nel condividere sul terreno la nostra vita con il prossimo
Mentre il mondo ci insegna a "possedere", a "trovare", Gesù ci insegna a "donare", a "perdere", contro tutte le leggi dell'economia e del buon senso!
Il Vangelo ci costringe a fare una scelta.
Noi, tanto abituati ai compromessi in tutti i campi della vita, ci troviamo di fronte ad una scelta fondamentale, radicale: Seguire la via del mondo o seguire Cristo.
Dalle mie parti si dice "Una botta e una botta" per intendere un po' a Gesù e un po' al mondo.
Non si tratta di un sacrificarsi senza senso ma di vedere la propria esistenza in un'ottica più ampia; vivere la propria vita non in attesa di una fine che ci conduca in una cassa da morto di legno pregiato ma vivere in attesa della vita eterna.
Se strada facendo, se nel cammino della nostra esistenza, perdessimo la certezza della vita eterna e che questa ha come passaggio obbligato la nostra croce quotidiana, diverremmo i più miserabili degli esseri umani, nulla più ha senso.
Stai sereno, nel portare la nostra croce quotidiana non siamo soli, siamo in buona compagnia….
Il versetto finale del Vangelo odierno è tremendo ma è anche una grande speranza:
"Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli,e renderà a ciascuno secondo le sue azioni"
Guarda che raccontino ti dono sta settimana, allegro allegro ma tosto tosto…..:
S. Filippo Neri entrò un giorno nella camera di un suo ricco penitente, il quale si lamentava di non far alcun progresso nella vita spirituale. C'era un grande Crocifisso appeso al muro: il Santo disse al suo amico di provare a toccare i piedi del Crocifisso se ci riusciva. L'altro ci provò, ma senza risultato, perché la croce era molto sollevata da terra. Allora S. Filippo mormorò: "Si fa così!"; e tirò vicino alla parete un sacco di denari che quel ricco teneva presso il letto: "Sali adesso. Vedi? Per raggiungere il Signore, bisogna mettersi le ricchezze sotto i piedi. Ora gli sei più vicino, ecco, ma devi sempre metterti sotto i piedi queste sporche monete".
Per ogni cristiano c'è un qualcosa da "mettere sotto i piedi" per toccare Dio.
E tu, caro fratello, che sacchetto (o saccone) hai da mettere sotto i piedi per incontrarti con Cristo?

don michele, servo inutile


Don Michele rimane in ascolto con la sua e-mail donmichele@novena.it ed è disponibile a darti una chiara e veloce risposta.




Home Page