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La Prova del Fuoco Per i Matrimoni

Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
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Il Libro Consigliato


Domenica 31 Marzo 2013 Pasqua di Risurrezione Anno C

Letture: Atti 10, 34a. 37-43; Salmo 117; Colossesi 3, 1-4; Luca 24, 1-12

L’ALBA DENTRO L’IMBRUNIRE





A volte nella nostra vita è buio, buio fuori anche se in pieno giorno, ma buio anche dentro l’anima.
Era ancora buio ma era di buon mattino ed era il primo giorno dopo il sabato.
Il sepolcro rappresenta la fine;
l’unica certezza di un sepolcro è che abbiamo smesso di attendere!
In un sepolcro è la morte a farla da padrona;
anche quegli aromi che portava servivano ad omaggiare la morte.
Sapete, penso alle nostre storie, a quella particolare situazione di vita che stiamo affrontando che ha il sapore amaro della sconfitta;
il gusto triste di aver creduto;
di aver combattuto con tutte le nostre forze;
di aver avuto la forza di sperare contro ogni speranza…
…e di aver perso, di esserci ritrovati con la morte davanti e la morte di dietro.
Di sentirci soffocare da questo abbraccio mortale e non possiamo far altro che…
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio…”
recarci al sepolcro e dover accettare.
No, non si parla solo di una malattia fisica.
Ma di una vita comunque sconfitta, da una strada che la nostra vita ha intrapresa e non siamo più riusciti a riprenderla in mano.
E’ finita, e noi insieme con lei, sul ciglio di una statale, in una cella quattro per quattro, in un parco a cercare una dose, a prendere bustarelle in un pubblico ufficio, a rubare l’onore del lavoro altrui, a elemosinare amore da un’altra “lei o lui”per un matrimonio ormai giunto al capolinea, a far finta di essere una maschera che non abbiamo mai amato ma che ci ha donato una scusa per andare avanti, a vivere perché bisogna vivere per le persone che ci stanno intorno.
Sì, i sorrisi si sprecano, quanti sorrisi siamo costretti ad indossare ogni giorno.
“…e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro”
Già, chi ci potrà mai ribaltare quella pietra enorme che ci impedisce di… passare e poi perché, a che serve?.
“Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto!”
Che cosa assurda, in quel sepolcro dovevano trovare un corpo morto;
in quel fatto della nostra esistenza, come naturale epilogo, dovevamo incontrarci con la morte.
Caro fratello, quel sepolcro si è svuotato una volta per sempre circa duemila anni fa ma ci parla di una vita nuova che possiamo incontrare noi, ancora oggi.
E’ vero, è un evento fuori da ogni ottica umana che quella situazione di morte possa portarci ad incontrarci con la vita.
La nostra esistenza giunta ad un punto buio può sperimentare l’Alba del terzo giorno:
Incontrare Cristo nella nostra vita.
Sì, però ci vuole il coraggio di entrarci…
“Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.”
Devi, dobbiamo, avere il coraggio e l’Amore di entrare nel sepolcro e ritrovare che i segni della morte non ci appartengono più, non sono più a contatto con la nostra pelle, con la nostra anima;
sono messi da parte e ripiegati.
Anche questi segni della morte ci gridano che Cristo ha sconfitto per noi la morte e ci dona la vita.
E’ un percorso indispensabile, amaro, difficile, da compiere fin dentro il sepolcro, ma necessario.
L’incontro con il sepolcro vuoto ci mette in cammino, ci testimonia che dobbiamo andare ora a cercarlo altrove.
Non tra i morti, non nella nostra morte.
E’ un nuovo cammino che parte da un presupposto:
“La morte è stata ingoiata per la vittoria”.
Cristo ha vinto la morte;
la mia e la tua morte.
Quella donna e quei discepoli che si incamminano verso il sepolcro siamo oggi noi.
Quella donna e quei discepoli che ritornano dal sepolcro vuoto possiamo essere anche noi oggi.
Quegli esseri umani trasformati da questo Incontro, che diventano subito testimoni di Cristo Risorto, siamo noi oggi.
Quegli occhi in cui ci si incontra con Cristo Risorto possono essere i nostri occhi.
Caro fratello, caro amico, non importa in quale situazione di vita o di morte ti trovi;
recati al tuo sepolcro per incontrarLo.
E’ la tua Pasqua, il tuo passaggio dalla morte alla vita in Cristo.
Buon incontro e cammino con Cristo a tutti i miei amici con le loro storie umanamente disperate, ma storie che attendono la risurrezione.
Poverini sono coloro che non attendono la liberazione in Cristo.
Gesù, infondi in noi il coraggio di fare questi passi verso il sepolcro per incontrarci con Te Risorto.

Semplicemente un servo inutile




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