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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 30 Marzo 2014 IV domenica di Quaresima Anno A

Letture: 1 Samuele 16, 1b.4a. 6-7. 10-13a; Salmo 22; Efesini 5, 8-14; Giovanni 9, 1-41

VOGLIO IL TUO PROFUMO



Almeno noi cristiani dovremmo prendere coscienza che i Vangeli sono dei “Luoghi d’incontro” di Dio con i nostri vissuti quotidiani.
[ In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita ] e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»
Mi salta in faccia, come uno schiaffo, l’atteggiamento dei discepoli, così presente ancora oggi in noi: Alla ricerca della colpa e del colpevole. Trovare un colpevole fuori di noi ci rasserena, ci dà vuote sicurezze!
In questo caso (ma anche in tanti delle tante tragedie dei nostri tempi) il castello accusatorio ci indica due presunti colpevoli:
Il cieco stesso e famiglia o...
Un’altra ipotesi di presunto colpevole (non tanto presunto),
l’accusato che non si ha il coraggio di proclamare apertamente ma il cui Nome viene spesso gridato nei tumulti dei nostri cuori è: Dio!
Ma, sai come va la storia con Gesù: L’uomo si interessa del male; Dio ha a cuore l’uomo, il cieco…
“… sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
Cristo si serve della nostra debole e “atterrata” umanità per ridarci la Luce.
La nostra terra unita a quanto esce dalla bocca di Cristo diviene per noi una medicina che ci dà il senso della nostra realtà; è il primo passo fondamentale della nostra guarigione.
Questo fango messo sui nostri occhi ci dona la coscienza del nostro esser sporchi.
Il cieco con questo fango che lo sporca non può far altro che desiderare di lavarsi.
Non è il fango che lo ha reso cieco; eppure, questo, lo mette in una situazione insopportabile.
Chi ha esperienza di peccato purtroppo sa come vanno queste cose:
Diventiamo completamente ciechi e abbiamo la netta convinzione di vederci bene, di fare il bene.
Ti addentri sempre più nelle tenebre più fitte al punto che queste entrano così tanto in te che tutto diviene buio e pensi che la vita sia proprio quella tenebra in cui ti muovi.
Il male non lo vedi più, non ti senti più colui che lo alberga nel cuore.
La sensazione è che tutto il male che vivi è perché il mondo esterno è sbagliato e tu sei un essere pulito costretto in una realtà che non ti merita.
Quante storie di tradimenti matrimoniali, vocazionali, professionali, prendono vita in questa nostra illusione di vedere. E’ una ricerca di felicità di te cieco che ti sei affidato ad una guida perversa che aiuta a costruire la tua vita distruggendo te e le persone che ti stanno accanto.
I tuoi sogni cominciano ad essere delle nuvole sporche di vita. E cominci ad elemosinare persino le famose “carrube dei porci”. Dalla condizione di figlio ti ritrovi nella condizione di dover elemosinare vita in affetti disordinati che ti danno una pur breve illusione di avere amore.
Così il mondo e le persone intorno a te diventano dei burattini da usare e gettare via.
Ma arriva il giorno in cui ti rendi conto di star male, che questa vita è una corsa con ostacoli da abbattere che non finisce mai. E’ il giorno in cui l’ultimo burattino da gettare via sei tu.
Una vita che non è più vita. Ora, non sapendo neanche tu il perché e il per come, ti ritrovi dinanzi a Dio e agli uomini. Lascia scorrere sul tuo volto queste pesanti lacrime di fango impastate dall’Amore di Dio; lascia che la storia che vivi sia rimodellata da Gesù; lascia che il fango riporti in vita il nuovo Adamo. Sai, questa è la Domenica della gioia…
La gioia non perché hai il biglietto vincete in tasca, o una nuova amante, o ti hanno fatto capo in parrocchia o in ufficio, o perché i tuoi figli fanno sempre di “sì” con la testa…
Allora rallegrarsi per cosa?
“Và a lavarti nella piscina di Siloe (che significa "Inviato"). Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”
La gioia di vedere la vita. La gioia di vedere le tue mani capaci di amare;
La gioia di vedere il volto di tua moglie che la tua anima ha dimenticato;
La gioia di vedere il volto di tuo figlio che la tua anima ha cancellato;
La gioia di vedere il volto del tuo nemico e di amarlo… (mettilo tu il nome di questo volto!);
La gioia di incontrarti con il Volto di Cristo:
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui..”
La gioia della vita che diviene una professione di fede perpetua, non solo da recitare a memoria o leggendo da un foglietto la domenica a Messa...
La fede che diviene vita e con un linguaggio non esclusivamente verbale ma fatto di azioni quotidiane, se vuoi anche banali, risponde:
“Io credo Signore!”
Io credo amando il mio prossimo carcerato;
io credo amando il mio nemico;
io credo amando mia moglie;
io credo amando i figli che il Signore mi ha donato e che mi vorrà donare;
io credo amando i miei genitori nei giorni della vecchiaia;
io credo amando la mia storia di sofferenza segnata dalla malattia;
io credo amando chi perseguita Gesù deridendomi ingiustamente…
Sì, il mondo ti rifiuterà e ti perseguiterà:
“Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.”
continuerà a vedere in te un essere insignificante…
Non si accorgeranno che la tua vita ora è cambiata: E’ nella Luce.
“Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane.”
Il principe di questo mondo rifiuta la Verità e coloro che sono testimoni della Verità.
Sappi che questo è un “segno” che ti accompagnerà per sempre;
che accompagnerà per sempre la Chiesa.
Quarta Domenica di Quaresima,
la gioia di riaprire gli occhi e incontrare lo sguardo di Dio sulla nostra vita.

un servo inutile.





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