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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Il Libro Consigliato

Domenica 29 Gennaio 2012 - IV Domenica del T.O. Anno B

LETTURE: Dt 18,15-20; Sal 94; 1 Cor 7,32-35; Mc 1,21-28

IL MIO MAESTRO MI INSEGNO’ COM’E’ DIFFICILE TROVARE L’ALBA DENTRO L’IMBRUNIRE



Il Vangelo di questa quarta Domenica del tempo ordinario ci presenta Gesù che insegna!
Il mondo è pieno di maestri con idee molto più eccitanti, perché mai dovremmo ascoltare Cristo?
Poi le Sue idee così antiquate, praticamente inattuabili.
Oggi il mondo ha fatto dei passi in avanti, Gesù ci riporta indietro!
E’ vero, il mondo è pieno di maestri.
La televisione, i giornali, il mondo di internet…
Tanti maestri per ogni campo della nostra società.
Ti serve un figlio?
C’è una soluzione pronta, facile facile, alla portata di tasca, a proposito di che colore vuoi gli occhi?
Ti senti triste?
Ma c’è la pillola della felicità che non aspetta altro che saltarti in gola…
E’ in arrivo un figlio di troppo?
Anche per quello c’è una pillolina sorridente che ti dice: “Fidati di me, t’aggiusto io!”
Tua moglie ti rompe?
Metti una firmetta e inizierai una nuova vita…
Bisogno di soldi?
Nonostante la crisi c’è una soluzione veloce, il tempo è denaro…
Una malattia troppo lunga, che fa soffrire e senza soluzione?
Sereno, abbiamo trovato la “dolce morte”…
Una terra e due popoli?
Tranquillo, ne cancelliamo uno dalla faccia della terra …!
Ogni giorno possiamo dire che si trovano nuove soluzioni ai mali del mondo ma, stranamente, riscontriamo che i mali restano, anzi spesso aumentano!
Come direbbe una canzone di qualche anno fa: “Di noi ti puoi fidare…”
Tutti, ma proprio tutti, ci promettono quello che ricerchiamo da tempo: Felicità, serenità!
La Chiesa, poverina, è roba per “tradizionalisti” o per vecchietti rimbambiti, per preti, suore e per gente frustrata.
“Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”.
Sì, i maestri di tutti tempi, come gli scribi del Vangelo, ci danno tante belle notizie, ci propongono una “gioia” alla portata dell’uomo.
Ma la loro “autorità” viene a mancare.
Vuoi sapere perché?
Perché dicono solo sciocchezze che a malapena risolvono un prurito passeggero.
Non è il classico predicatore di turno che ce lo dice ma è proprio la storia dell’uomo a dimostrarcelo.
L’umanità è ancora alla ricerca di una gioia vera, duratura che non sia solo una falsa promessa.
Certamente troveremo il filosofo di turno che ci dirà: “La colpa dell’infelicità dell’uomo è la Chiesa, che limita, ci sacrifica, non permette questo e non permette quest’altro…
La sai una cosa?
Cristo 2000 anni fa conosceva e sapeva già dove saremmo andati a parare.
Ti sembrerà strano ma chi è rimasto veramente a difendere l’umanità è Cristo.
Cristo che difende la famiglia;
Cristo che difende la donna;
Cristo che difende l’uomo;
Cristo che difende i bambini;
Cristo che difende la sessualità;
Cristo che difende quelli che non hanno voce in capitolo;
Cristo che difende anche le altre religioni;
Cristo, solo Cristo difende la vita in tutte le sue forme.
Lo sai nel Vangelo odierno chi ha riconosciuto Gesù come il Figlio di Dio?
Gli scribi?
No;
I suoi discepoli?
No.
-Allora un uomo posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?Io so chi sei: il Santo di Dio”.
Che smacco, Cristo è riconosciuto come il Figlio di Dio da uno spirito immondo.
Il rischio per noi cristiani evoluti è proprio non riconoscere più Dio nella nostra vita e ritrovarci come dio il nostro “io”.
Dio ancora una volta ammaestra tutti noi dicendoci che la parola Felicità ha bisogno di un solo verbo per realizzarsi, un verbo a cui lo spirito di questo mondo ha rubato il suo vero senso: AMARE.
Si tratta di donazione e non di sottrazione.
Amare significa donare la vita e non sottrarla, strapparla con il plauso di “alte corti umane”.
Ogni uomo nella sua vita si trova sempre di fronte ad un bivio e non c’è una terza via…
O ami e ti doni o
non ami e togli, rubi al prossimo.
Quanto nelle nostre famiglie dobbiamo riscoprire riguardo alla donazione?
Quanto nelle nostre parrocchie dobbiamo riscoprire come donazione?
Quanto nei nostri parlamenti dobbiamo riscoprire come donazione?
Quanto nelle nostre assemblee di soci dobbiamo riscoprire come donazione?
Quanto sui posti di lavoro dobbiamo riscoprire come donazione?
Quanto nella nostra crisi economica dobbiamo riscoprire come donazione?
Amare per il cristiano è una vera e propria vocazione, non uno sforzo per divenire bravini ma il diventare in Cristo nuove creature.
Il mondo non conosce questo amore e Cristo lo ha affidato ai suoi discepoli.
Cioè, praticamente, Cristo lo ha affidato ai cristiani di tutti i tempi;
a me e a te.
E’ un amore che si dona anche a coloro che non lo meritano, che nella vita non valgono nulla perché pecore nere!
Compito della Chiesa è andare per il mondo a raccogliere le pecore nere,
non certo mettersi a buttare fuori dal recinto le pecore malate!
Carissimi, mi direte che è scomodo fare questo lavoro, che ti sporchi le mani,che stai con gente che ti mette in discussione…
Ma è Cristo che vuole questo dai Suoi discepoli.
A proposito di pecore nere, c’è un raccontino proprio che calza…
“C’era una volta una famiglia di pastori. Tenevano tutte le pecore in un unico recinto. Le nutrivano, le curavano e le portavano al pascolo. Ogni tanto le pecore cercavano di scappare.
Allora arrivava il pastore più vecchio e diceva: “Voi pecore, incoscienti e superbe, non sapete che là fuori la valle è irta di pericoli. Soltanto qui potrete trovare acqua, cibo e soprattutto protezione dai lupi”.
Un giorno nacque una pecora diversa, una pecora nera, diciamo. Aveva uno spirito ribelle e incitava le compagne a fuggire.
Una notte la pecora nera convinse tutte le pecore a fuggire…
I pastori non si accorsero di nulla fino all’alba, quando videro il recinto divelto e deserto.
Tutti insieme andarono a piangere dal vecchio capofamiglia.
“Poverette…..”
“E la fame? E la sete? E il lupo?”
“Che ne sarà di loro senza di noi?”
Il vecchio tossì, diede un tiro alla pipa e disse: “E’ vero, che ne sarà di loro senza di noi?
Ma quel che è peggio… che ne sarà di noi senza di loro?”
Ecco, solo riflettiamo sul senso di noi Chiesa di Cristo nel mondo

servo inutile, finchè ci sono


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