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"La famiglia, dono e impegno, speranza dell'umanità"
La Famiglia nel Sentimento e nelle Parole di Giovanni P. II

Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva

Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento


18 DVD


- Abramo
- Giacobbe
- Mosè
- Giuseppe
- Sansone e Dalila
- Genesi
- Salomone
- Davide
- Geremia
- Gesù
- Ester
- San Paolo
- San Pietro
- Giuseppe di Nazareth
- Tommaso
- Maria Maddalena
- Giuda
- San Giovanni


Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme

Domenica 28 Dicembre 2010 I° Domenica di Avvento Anno A

LETTURE: Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44

APRI LE BRACCIA E POI VOLA


Proiettati in un tempo nuovo, in una vita nuova, siamo chiamati a vivere il presente in pienezza.
Quello che oggi ogni essere umano possiede è il tempo presente.
Ci sono istanti del nostro vissuto che ci sembrano vuoti, senza senso, con una urgenza di cancellarne la memoria che ci proietta in un tempo che in realtà non ci
appartiene; l’attimo che verrà.
Questo atteggiamento porta ad ingannarci, a divenire dei sognatori in una realtà vigilante.
Ed invece il Vangelo ci chiede di intendere bene il vissuto quotidiano, quello che ci accade e che accade intorno a noi.
“Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di
nulla…”
Sai, mi spaventa tanto il mio “non accorgermi di nulla”.
Il mio impastocchiarmi quotidiano in un milione di cose da fare e non accorgermi di nulla.
Tante volte ho ripetuto questa frase al mio prossimo a mò di rimprovero riguardo ad una situazione degenerata ed irrecuperabile: “Scusami, ma tu non ti sei accorto di
nulla…?”
Tante volte nella mia vita mi sono ripetuto questa amara frase che sa tanto di sconfitta senza scusanti.
Anche in questi giorni, a volte con un senso di smarrimento interiore, me lo sto ripetendo.
C’è nel nostro vivere quotidiano una nebbia fitta che scende, che anestetizza la coscienza e ci porta a vivere e soddisfare solo la nostra parte fisica:
il mangiare, il bere, il godere fisico.
Da queste necessità poi nascono i nostri atteggiamenti di vita legati all’accumulo, al possesso di beni e anche di esseri umani.
E si entra nel vortice del “non basta mai niente”, bisogna andare sempre oltre.
Tutto qui?
E’ tutta una costruzione umana tesa all’acquietare una serie di istinti?
“…finché venne il diluvio…”
Mi faccio compagno di viaggio di tanti, non giro mai le spalle a nessuno che chiede anche semplicemente di condividere un pezzo di strada e ho imparato una cosa:
alla fine c’è sempre un diluvio;
un diluvio nella vita che porta via tutto quanto da noi costruito al fine di mangiare, bere e prender moglie;
siamo dei mortali, dobbiamo necessariamente accettarlo, ci dobbiamo “fare capaci”.
Il Vangelo di questa prima Domenica di Avvento viene a portarci una luce di vita vera, un orizzonte che non nasconde un burrone di vita vuota dove ci sfracelliamo.
Quante volte ho vissuto questa esperienza di proiettare il mio vivere quotidiano in un bel niente!
E quante lacrime di ragazzo, di giovane, di uomo, di cristiano;
ci sono per tutte le stagioni.
Quante volte ho ritrovato la mia esistenza deturpata, sfregiata dal mio vivere apparentemente corretto, perché così fan tutti, ma insulso davanti a Dio, senza la
pienezza dell’attesa della vita.
Sai, di fronte al diluvio le cose cambiano…
“Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.”
Dimmi la verità, ora sembra tutto uguale…
Due uomini e due donne che fanno le stesse identiche attività terrene.
All’apparenza tante esistenze in un enorme contenitore qual’è il mondo,
quali sono le nostre città, quali quello che resta delle nostre famiglie…
C’è un discreto e impercettibile vivere l’oggi costruito sulla Parola di Dio che fa la differenza.
C’è una differenza del vivere che consiste non tanto nel “cosa facciamo” ma “come lo facciamo”.
C’è una differenza del vivere che non consiste nella grandezza di opere ma che si innesta nel nostro normale vivere di tutti i giorni.
Sai, ci puoi fare caso se ti fermi un attimo e guardi per davvero;
ascolti per davvero;
odori per davvero;
tocchi per davvero;
gusti per davvero la vita!
Non dipende se sei in un letto malato,
se sei su una grossa cilindrata;
se mangi una scatoletta di tonno solitaria o sei in buona compagnia a girare da intenditore un calice di vino;
se sei un’acrobata per arrivare a fine mese…
C’è un vivere il nostro presente che ci dona una identità o ci toglie una identità;
L’identità vera di figli di Dio e fratelli del prossimo.
Io insieme con te e con tutta l’umanità siamo in attesa,
come i due uomini e le due donne del Vangelo.
In attesa della vita o in attesa della morte.
E credimi, non sarà un finale a sorpresa;
è già oggi sotto i nostri occhi e nelle nostre mani.
“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà…”
Questo versetto del Vangelo non è gravido di dubbi;
ci dona la certezza che il Signore viene.
Cosa sto facendo oggi della mia vita?
Ho gli occhi aperti sulla mia vita o ci sono tante “stanze” del mio vissuto in cui chiudo gli occhi e preferisco le tenebre?
Il tempo di Avvento è il tempo di entrare nella propria anima e capire chi stai aspettando veramente con il tuo modo di vivere.
Se vivi come il padrone della tua vita, del tuo lavoro, dei tuoi affetti…
La morte verrà e ti toglierà tutto.
No, non sono le parole di un predicatore quaresimale frustrato e di umore nero…
Tu lo sai, lo sanno tutti che questa è la verità di ogni uomo.
Me lo devo chiedere seriamente se attendo Cristo.
In famiglia attendo Cristo nella fedeltà coniugale?
Sul posto di lavoro attendo Cristo nell’onestà o gozzoviglio intere giornate?
Nel mio ministero sono fedele a Dio o costruisco una immagine pubblica e fatua di me e della mia vocazione?
Nel rapporto con il denaro attendo Cristo o mi sono fatto suo schiavo e fedele servitore divenendo aguzzino del mio fratello più debole?
Ancora una volta il Vangelo ci viene a donare il tempo della scelta:
Oggi, sinceramente, per chi sei pronto?
Cristo vuole che noi apriamo gli occhi per vivere nella Luce.
Se lo vogliamo, già da oggi, da questa terra, la morte non ha più potere su di noi.
C’è la Vita in Cristo.

servo ufficialmente dichiarato inutile.



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