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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 27 Gennaio 2013 III Domenica Tempo ordinario -


Anno C Letture: Neemìa 8, 2-4.5-6.8-10; Salmo 18; 1 Corinzi 12,12-30; Luca 1,1-4;4,14-21


SMISURATA PREGHIERA





Se sei un cristiano vicino, un cristiano che conosce Cristo, questa Parola è per te.
“Venne a Nàzaret, dove era cresciuto...”
Penso alla nostra celebrazione domenicale…
E’ un luogo d’incontro privilegiato con la Parola, a prescindere dagli strumenti umani che Dio usa.
“Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto …”
E’ Cristo che apre il rotolo, Lui può aprire.
In Cristo la Parola si fa carne, diventa viva.
La Parola, fuori di Cristo, resta incomprensibile e incompleta.
Cristo è la realizzazione della Parola:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi…”
C’è lo Spirito del Signore che agisce e che parla.
Le Sue Parole sono rivolte ai poveri; ai prigionieri; ai ciechi e agli oppressi.
Scusami la domanda inopportuna e sgradevole, ma tu rientri per caso in queste categorie?
Spero che non dobbiamo scomodare teologi o predicatori cattedratici vari per intendere che quei poveri, quei prigionieri, quei ciechi e quegli oppressi siamo anche noi.
Sai, c’è una povertà che ci appartiene, che non ha a che fare con la situazione patrimoniale, che svela la nostra società misera, altro che “spread”;
Sai, c’è una prigionia che non appartiene solo ai nostri amici e fratelli carcerati per aver commesso reati, è una prigionia che appartiene ai nostri cuori anche se i nostri corpi sono liberi di andare per il mondo;
Sai, c’è una cecità che non ha segni evidenti come un cane guida o un bastone bianco ma che si nasconde nelle nostre scelte quotidiane, in quelle personali e in quelle sociali;
Sai, c’è un’oppressione di un qualcuno che ci impedisce di vivere, ci costringe a costruire amari mattoni di schiavitù.
Perdonami caro fratello, ma se questa Parola la vivi in seconda persona, rivolta agli altri stai
facendo un cammino di doppiezza, che ti porterà unicamente a sostituirti al Padreterno…
E’ vero, questa tentazione è forte.
Ascolta un po’ il telegiornale e ti chiederai che fine ha fatto l’uomo “creatura di Dio”.
Violenze ai bambini, violenze ai poveri, violenza alle donne, indifferenza verso chi soffre, furti da tutte le parti…
C’è un male che si annida nei nostri cuori e che poi si riversa, gonfiandosi e alimentandosi con quello del nostro prossimo, nel mondo.
Eppure nasce tutto da una nostra ricerca della felicità…!
Questa ricerca doverosa diventa perversa e omicida se la metti al servizio del profeta di questo mondo.
“Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di Lui”.
Già, su chi abbiamo gli occhi fissi noi oggi?
Su Cristo?
Da Lui attendiamo la nostra libertà, la nostra ricchezza?
Se vuoi sapere se è Cristo che segui, scruta la tua vita familiare, il tuo vissuto condominiale, il tuo vivere la parrocchia, il tuo essere al servizio sul lavoro, il tuo fare politica.
Guarda le tue scelte di vita, il tuo modo di amare la moglie, il tuo trasmettere valori ai figli, il rapporto con il vicino di casa, il tuo essere lavoratore, il tuo appartenere ad una famiglia parrocchiale.
Il riconoscersi poveri, schiavi del nostro egoismo, oppressi dalle nostre passioni dovrebbe attirarci una condanna!
Ci sono situazioni di vita dove è così grande la nostra miseria che noi per primi ci scriviamo una sentenza di morte.
Dio, ci dona un lieto messaggio;
Invece che un bel meritato cappio Dio ci dona una liberazione.
Una vita nuova, una gioia che il mondo non conosce, una gioia che non dura il tempo di una fuga da casa.
C’è una gioia che non ci viene dalle cose del mondo, dalle nostre “conquiste” affettive o economiche.
Per queste, credimi, c’è una stagione dove tutto si dissolve lasciandoci un pane di lacrime, in abbondanza. Quante di queste storie le vediamo sui vari telegiornali...
Quante pagine della nostra vita abbiamo scritto alla ricerca di vita e abbiamo trovato una fonte inesauribile di tristezza.
E’ invece c’è una bella notizia, una di quelle che non ti aspettavi più dalla tua vita.
Dio ti ama, ti è accanto, ti è stato sempre accanto, anche quando ti sei perso alla grande, anche quando non hai più riconosciuto nel volto del prossimo quello di tuo fratello.
Il nostro incontrarci con Cristo, il nostro posare gli occhi su di Lui, deve portarci necessariamente ad un totale cambiamento di rotta, di obiettivi.
Come singoli e come popolo di Dio dobbiamo ritrovare il senso della fratellanza.
Come possiamo dirci cristiani se non condividiamo quello che il Signore ci ha affidato con chi in questo momento storico vive nella miseria e disperazione assoluta?
Cristo ci offre una realizzazione concreta tutti i nostri giorni.
Lo dobbiamo dire con chiarezza, con schiettezza.
La gioia del cristiano nasce unicamente dal riscoprirsi figli di Dio e quindi fratelli con qualsiasi prossimo.
C’è una forza straordinaria di vita nella Parola di Dio che può essere vanificata dalla nostra ipocrisia.
Essere formati, conoscitori della Parola, serve a poco se rimane tutto allo stato teorico.
Un mio amico sacerdote dice che molti cristiani hanno fatto di Cristo un inutile sfondo della loro vita. E’ amaramente vero!
Il cambiamento anzi lo sconvolgimento che Cristo ha portato nell’umanità può esser rifiutato per primo da noi cristiani.
La predica, il nostro parlare deve essere un tutt’uno con la vita.
“Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”
Chi vive Cristo senza la donazione verso il prossimo non è certamente portatore di un lieto messaggio.
Oggi come non mai dobbiamo testimoniare a noi stessi e al mondo questo lieto annuncio.
Anche noi cristiani siamo inviati dallo Spirito di Dio a testimoniare questo amore che il mondo non conosce.
Inviati nel mondo che ci circonda tutti i giorni.
Sì, siamo noi poveri, oppressi, ciechi;
lo siamo tutte le volte che non amiamo, tutte le volte che rinneghiamo la nostra chiamata di figli di Dio.
Sai, il Lieto Messaggio è la vera Gioia in Cristo!


Un servo inutile in Cristo.


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