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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Il Libro Consigliato
Domenica 26 giugno 2011 Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

- IO E TE PER ALTRI GIORNI -

Letture: Dt 8,2-3.14b-16a; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58



L’Eucarestia nella nostra vita;
Il Suo significato per noi;
Se ci limitiamo a pensare ad un “Sacramento Domenicale”, nessuno si offenda, ma siamo fuori strada di brutto.
Dobbiamo chiederci che cambiamenti apporta concretamente in noi!
Prima di iniziare a fare qualche riflessione vorrei, come punto di partenza (e di provocazione), riportarvi una domanda, tratta da un testo antico usato dai primi cristiani: la Didachè.
“Se condividiamo tra noi il Pane Celeste, come non condivideremo il pane terreno?”
Già, l’Eucarestia se non si concretizza in presenza vera di Dio in mezzo a noi, siamo di scandalo per il mondo, non serviamo a niente….
Lo abbiamo detto anche la settimana passata, il male peggiore per il cristiano è:
dare tutto per scontato.
Mi capita spesso di ascoltare persone che hanno bisogno di sfogarsi, di raccontarsi. Spesso sono fratelli “lontani” quelli che in Chiesa non entrano neppure.
A volte mi capita con i cosidetti “vicini”, quelli che si accostano ai Sacramenti con fedeltà. Questi, a volte, sono i momenti più “mosci” della mia giornata.
C’è un qualcosa in questi dialoghi che spesso mi abbatte dentro l’anima.
L’incapacità di far scendere nella vita di tutti i giorni il grande dono dell’Eucarestia.
Credetemi, questo è il vero campo di battaglia del cristiano: Non esprimere una fede a parole ma con i fatti, con le scelte della vita.
Come è possibile cibarsi di Cristo nell’Eucarestia e poi odiare il prossimo, vivere nell’adulterio, essere disonesti nel sociale, essere indifferenti nei confronti del nostro prossimo?
Pensare di vivere Cristo solo nel rito e dimenticarlo poi nella vita…
Sì, a volte è anche colpa di alcuni miei confratelli che nelle omelie, nella parte catechetica non attualizzano la Parola di Dio in modo accessibile ai fedeli.
Quanto sono importanti quei momenti, come possono scuotere le coscienze e aiutare il cristiano ad aprire gli occhi sulla propria vita!
E’ un dono per il pastore guidare e pascere il gregge e non se stesso.
Ma per farlo bisogna in prima persona vivere quello che si predica, distaccarsi dagli idoli del mondo.
La predicazione diviene davvero incisiva quando è sostenuta dalla vita, quando si vive Gesù Cristo allora la Parola diviene profetica.
Ricevere l’Eucarestia, fare Eucarestia non è un atto rituale e privato domenicale nel quale riceviamo il Corpo di Cristo, ritorniamo al nostro posto, un momento di preghiera intimo, qualche intenzione particolare e poi si ritorna alle nostre faccende, più sereni per aver fatto il nostro buon dovere da cristiani.
Sapete, c’è la vita del cristiano che cambia totalmente nell’unione con Cristo nell’Eucarestia.
“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.”
Una esistenza mortale che si trasforma.
Cosa sarebbe la nostra vita senza Eucarestia?
Come sarebbero le nostre famiglie senza Eucaristia?
Come sarebbero i luoghi di lavoro senza Eucaristia?
Già, come saremmo tutti noi senza l’Eucaristia?
Non è una domanda che ci poniamo spesso anzi, in realtà, fa parte di quelle domande che, non piacendoci o temendo la risposta, evitiamo di farci.
Bene, allora, con una sincerità totale, poniamocela, ritengo che sia un nostro dovere di cristiani!
E se in noi tutto rimanesse senza alcun cambiamento?
La tentazione iniziale nel rispondere è proprio questa.
Guardandoci intorno e vedendo quello che succede nel mondo;
guardando in noi stessi e alle nostre azioni, senza mai riconoscerlo …
C’è questa amara risposta che serpeggia in noi
Tanti cristiani si cibano di Gesù eppure sono sempre gli stessi, la nostra società è sempre tale e quale.
Tu come la pensi?
E’ questa la verità nella tua vita?
Nella tua vita, ritorno a chiedertelo, l’Eucarestia in che cosa ti cambia?
Cosa ti rende diverso da chi non si ciba del Corpo di Cristo?
E se in noi non trovassimo nulla di differente oltre che dei meravigliosi proponimenti e faraonici irrealizzati progetti?
Sai, non per essere sfottente, ma i cambiamenti non sono da ricercare con il microscopio…
Scusami, forse ci sto girando intorno troppo e non scendo nella realtà….!
Come società, come lavoratori, come cittadini, come sacerdoti, come amministratori, come medici, come volontari,come cristiani dovremmo tremare!
TUTTE LE VOLTE CHE CI CIBIAMO DI GESU’ SIAMO PARTE DI LUI.
Come possono sussistere in noi le iniquità, le frodi, i ladrocini, gli adulteri, i giudizi, le raccomandazioni, tutte le forme di sfruttamento?
Come possiamo essere parte di Dio è avere un cuore che serve due padroni?
Diventiamo il Tabernacolo di Dio è portiamo la morte del peccato in noi, come si può?
Iniziamo da capo, sì il vero cristiano capisce che quando riceve Gesù nella propria esistenza non è per darsi un’aggiustatina ma è per ricominciare tutto daccapo.
L’Eucarestia, ci porta, ci spinge, pretende da noi una conversione totale, un cambiamento di mentalità che ci coinvolga nel privato e nel pubblico.
Gesù, nel Vangelo di questa Domenica, viene a dirci una Parola incredibile, rivoluzionaria, che sconvolge la biologia, la genetica, che sconvolge tutto:
“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.
Cioè, quando viviamo l’Eucarestia abbiamo già la vita eterna in noi.
Ora, per un attimo, pensa se tutti noi cristiani vivessimo in Cristo nel quotidiano:
Cambierebbe la società?
Sì, cambierebbe veramente perché, credimi, anche il bene è “infettivo”, è “contagioso”.
Si può fare, anzi, per i cristiani, si deve fare: vivere Gesù sempre, in ogni momento della giornata, in qualsiasi posto ti trovi ed in qualsiasi situazione di vita.
Questa è l’Eucarestia, Gesù che vive in noi,
SEMPRE!

servo inutile in Cristo






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