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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 26 Gennaio 2014 III Domenica Tempo ordinario - Anno A

Letture: Isaia 8,23-9,3; Salmo 26; 1 Corinzi 1,10-13.17; Matteo 4,12-23

IO NON APPARTENGO PIU’ (AL MONDO!)




Può anche piacerti il colore grigio, ma pensare ad una vita grigia è un qualcosa che mette decisamente tristezza!
Immagina una fede grigia, che insostenibile accostamento…forse magari perché il grigio è una via di mezzo fra il nero ed il bianco, fra la Luce e le tenebre, ed è la cosa peggiore per un cristiano.
Cristo inizia il Suo cammino per le strade del mondo.
C’è un popolo al buio che Gesù va a cercare
"Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta".
Quando la Luce entra non ci sono le tenebre, nessun perverso accomodamento!
Quelli sono i miseri espedienti del demonio, a volte anche i nostri…
quelli che facciamo tutti i giorni sul posto di lavoro, in famiglia, in politica, nei sentimenti.
Un pò di luce e un pò di tenebra, che puzza, che puzza terribile di morte!
Nella Luce essere nelle tenebre.
No, per il cristiano non è possibile, non è possibile essere Luce solo in ambiti parrocchiali, durante una omelia, durante una celebrazione in Chiesa.
La vita del cristiano non è a compartimenti stagni, la stessa vita quotidiana del cristiano è “Liturgia” come quella celebrata in Chiesa.
“Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».”
La conversione è un’Opera di Dio. Cristo, Luce del Padre, attende di essere accolto da te, nella libertà.Forse sei un cristiano che nella sua vita ha fatto tante scelte coraggiose, tante rinunce al mondo, magari sei anche un sacerdote
e ti rendi conto, ad un certo passaggio della tua vita, che devi ancora cambiare, non solo esternamente, ma nell’intimo, che ci sono lati oscuri della tua vita che devi riportare a Cristo …
Fratello, mio compagno di cordata, l’unico tempo che io e te abbiamo è l’oggi, l’adesso.
Ora il mio ed il tuo sguardo si deve rivolgere a Cristo;in questo istante i miei ed i tuoi passi devono cambiare sentieri. “Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.”
E’ un esodo che ci coglie nel nostro quotidiano ed inizia con uno “sguardo” di Cristo alle nostre vite. Come sono importanti gli sguardi nella nostra vita, chi ama sa cosa voglio dire…
Il cuore, attraverso i nostri occhi, cerca il volto della persona amata.
I nostri occhi vedono e accolgono quello che il cuore desidera.
Questo vedere del cuore è un volersi fare tutt’uno con la persona amata, un perdersi totalmente in chi si ama. C’è un meraviglioso modo di dire che ci fa capire questo concetto quando si chiede ad una persona se qualcuno è innamorato di lei si dice: “Chi si perde nei tuoi occhi?”
Sai, è così anche per Gesù, lo sguardo di Gesù sulle nostre vite in ogni istante.
E’ uno sguardo di passione, di totale donazione, lo sguardo del Creatore innamorato della creatura.
Lo sguardo di Gesù ci ridona la vita, cerca una intimità totale con noi.
Uno sguardo che è la nostra chiamata. Quanto è profonda e provocante la Parola di Dio
Gesù chiama dei fratelli, che esplicito invito per tutti noi uomini ad essere fratelli!
“E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini».”
Ed è una chiamata non avvenuta in un “luogo santo” ma in una normale e forse anche grigia attività quotidiana; avvenuta per le ordinarie strade dei nostri giorni. Stavano sbarcando il lunario, dovevano arrivare a fine mese. Quante volte io e te non accogliamo questa chiamata perché troppo impegnati a sbarcare il nostro lunario economico sempre più in crisi!
Quante storie dei nostri giorni si nascondono in questo versetto. Già, il nostro seguirLo non dipende da come stiamo combinati. Le “chiamate” di Dio non dipendono dalla nostra condizione economica, affettiva, sociale, clericale.
E’ Cristo che ci sceglie e non lo fa in riferimento a quello che facciamo o al luogo dove ci troviamo.
Può essere un banco d’imposte o un carcere o un letto di sofferenza o in una storia di peccato o in una vita che non ha più senso,che non ti sembra più che valga la pena continuare, o in una vocazione che si è inaridita o che è iniziata proprio male ed è diventata una beffa per la tua vita…
Sappi che quello è il momento, il momento di…
“Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono”
Sì, lascia che te lo dica con estrema sincerità:
E’ il tuo momento di lasciare tutto e di seguirLo.
Sai, anche se è più consolante vedere tanta gente intorno a te che sceglie Gesù,
ma in questa scelta sei tu in compagnia solo di te stesso…
E’ una tua decisione che ti porta a tagliare tante opportunità della tua vita e te ne concede in cambio solo una,“Una” che vale tutto però!
Seguire Gesù non è farlo con “una capa di pianto”(tristezza).
Certo che costa seguirLo ma non è con la tristezza nel cuore che andremo con Lui.
E’ una scelta di Gioia! La tristezza non è un buon segno dato che si sceglie la vita.
La tristezza accompagna chi sente di aver scelto la morte e quando si sceglie Cristo, sinceramente, “non è il caso…”. La gioia è la “firma di Dio” sotto la tua chiamata.
Quel sentirsi sereno anche in mezzo a tante difficoltà.
Credetemi, nel mio Ministero, i momenti di grande gioia e serenità sono tutti legati a quando mi faccio compagno di viaggio a fratelli che sono in percorsi angusti della vita. E’ allora che avverto forte la presenza di Gesù, del Dio con noi e con me! La certezza che Lui è proprio con te, anche quando sei perseguitato e umiliato anche da chi ti dovrebbe incoraggiare.
Quando segui chi ami diventi tu stesso come chi ami.
Significa vivere il nostro quotidiano come una continua risposta alla chiamata di Cristo.
Con estrema sincerità devo dirlo che questa risposta di vita non è solo per chi riceve il Sacramento dell’Ordine. Quanto è banale ed illusorio il sol pensiero che ci sia un cristianesimo vissuto radicalmente Non esiste: O si è cristiani o non lo si è. La chiamata al seguirLo è valida per ogni stato di vita. Sinceramente non è incompatibile con cariche pubbliche, anzi…
Sinceramente non è incompatibile se ti piace il vivere, anzi…
Sinceramente non è incompatibile se sei un professionista affermato, anzi…
Sinceramente non è incompatibile se arrivi con lo stipendio, quando va bene, a metà mese, anzi…
Sinceramente non è incompatibile se sei un “Ordinato”, anzi…
Ogni sequela di Cristo diviene un donarsi, nel proprio stato di vita, totalmente a Lui.
Ora, caro fratello, rispondiamo sinceramente alla domanda della nostra vita:
Ma tu lo senti lo sguardo di Dio sulla tua vita, la senti la Sua voce che ti chiama?
Ma tu ci pensi, il tuo e il mio nome pronunciati da Cristo…, trattasi di vera sopraffina gioia!
un servo inutile




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