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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Natale del Signore del 25 dicembre 2013 Anno A -


LETTURE: Is 9,1-3.5-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14 


NATALE IN CASA CUPIELLO?



Le pagine della nostra vita, quelle che cerchiamo di dimenticare ci rincorrono!
Ed è inutile scappare, sono sempre più veloci di noi, prima o poi ci raggiungono.
Le tanti solitudini dei nostri tempi…
Non bisogna andare lontano per ritrovarle, quanta solitudine anche in noi quando le persone che ci circondano colgono di noi solo l’aspetto esteriore. Poi quando rientri a casa, ti ritrovi a ripiegare i tuoi tanti abiti esterni che non li senti tuoi e ti senti come Pilato nel Credo…, fuori luogo.
Poi ti guardi intorno e, se ancora hai un cuore non completamente sclerotizzato, indurito, cogli le tante realtà “poco natalizie” di questo Natale 2013.
Le famiglie che diventano luoghi di violenza e indifferenza, i luoghi di lavoro che non hanno più posto per l’uomo ma solo per il profitto, i nostri giovani costretti a vivere come dei novantenni e a cogliere tutto oggi perché del domani non c’è certezza, le violenze anche verbali che hanno sostituito il dialogo, le nostre carceri che sono diventate le sezioni staccate sulla terra dell’inferno, le speranze di coloro che attendono con paura che un male si ripresenti…
e, senza andare troppo lontano, guardandomi intorno e incontrando i volti dei tanti giovani della mia città, così assonnata, delicata e bisognosa di cure…
Mi chiedo: “Gesù, ma quale Natale d’Egitto possiamo fare oggi noi?”
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.”
Un storia che inizia con atto umano: il censimento di tutta la terra.
I censimenti si facevano per contare sudditi da spremere con tasse (ma tu guarda, corsi e ricorsi storici…) e per sapere quanta carne da macello si poteva mandare in prossime guerre da pianificare…
Ancora e sempre l’uomo con la sua sete di denaro e potere e Dio che sceglie di entrare in questa nostra storia, oggi come allora, Dio viene come l’Ultimo, Dio che sceglie una umanità debole, sconfitta. E c’è una famiglia che deve obbedire, che vive nello stesso mondo,
senza però appartenere a questo mondo!
Mi fermo qui con il commento al Vangelo di questo Natale;
mi fermo con questa frase: “Senza però appartenere al mondo…”
Desidero continuare questo commento poco tradizionalmente natalizio leggendo con Voi una lettera che un ragazzo detenuto qualche anno fa mi consegnò come un suo testamento spirituale.
Lo so che le nostre orecchie delicate sono abituate a ben altri testamenti spirituali, ma a volte sentire anche le campane stonate può insegnarci a vedere il mondo intorno a noi con gli occhi di Cristo…
Le righe che seguiranno sono state scritte da questo ragazzo, senza essere imboccato da alcuno;
ho lasciato anche gli errori nel testo perché in questo Natale vorrei consegnarvi una visione sincera, vera, non corretta, perché la vita nel mondo è cosi.
“Fin dall’infanzia avevo capito che i miei genitori non andavano d’accordo e con delle piccole cose litigavano. Quando arrivavano telefonate li sentivo rispondere in maniera non vera e mi nascondevano tutto come se fossi un estraneo. Questa cosa mi faceva molto soffrire. Sono cresciuto così insicuro, timido e confuso. Ero un bambino timido e mi mascheravo facendo casino, picchiavo gli altri, ero aggressivo, rubavo e facevo tante altre piccole cose che disturbavano.
Ho incominciato a frequentare persone più adulte di me e ho imparato da loro tanto male non adatto a un ragazzino.
Rubavo tutto quello che potevo prendere solo per attirare l’attenzione su di me e vivere in modo diverso dai “buoni”.
Anche se in realtà non avevo bisogno di soldi perché i miei genitori non mi facevano mancare nulla.
Dopo qualche anno ho smesso la scuola per andare a lavorare, per essere indipendente.
Ero alla ricerca della felicità che avevo riposto nei soldi, nel sesso nelle droghe.
A quattordici anni ho cominciato a fumare le canne fino ad arrivare alle droghe pesanti.
Quando ho iniziato con le droghe mi sentivo “in pace” con il mondo.
Tutte le insicurezze sembravano svanire nei momenti in cui vivevo l’illusione dell’effetto delle droghe. Ma dopo qualche anno sono rimasto solo, con un vuoto profondo dentro e attorno a me ed è arrivato perfino il carcere. Ho incontrato degli angeli che mi hanno aiutato e ho cominciato a scegliere la preghiera personale cosa che prima non avevo mai fatto.
Ora è diventato un appuntamento con il Signore perché ogni volta vado a trovarlo.
Il Signore mi aiuta non soltanto a vedere le mie mancanze e povertà, ma mi fa scoprire i doni e le cose belle che porto dentro da condividere per vivere la gioia.
Più passa il tempo e più mi sento in pace, alcune volte il sentirmi povero e piccolo mi fa sperimentare ancora più fortemente la grandezza dell’amore di Dio.
Ma il sentirmi accolto e voluto bene per quello che ero, con i miei peccati e i miei limiti, mi ha dato la voglia di non mollare di continuare questo cammino di guarigione.
La preghiera, l’amicizia vera, l’amore verso il prossimo e molti altri valori che il Signore mi propone attraverso la sua conoscenza, la voglio scegliere ogni giorno di più e desidero custodirli profondamente per la vita futura.
Ringrazio il Signore che ho riscoperto la voglia di vivere e la gioia di rimettermi di nuovo sulla strada giusta.
Buon Natale amici miei.”

Questo ragazzo che scrisse questa lettera aveva passato più della metà della sua vita in carcere;
Sapete, “Nulla è impossibile a Dio”.
Buon Natale al cuore dei tanti sacerdoti che aspettano Cristo,
buon Natale ai sacerdoti che non sanno più chi aspettare,
buon Natale al mio Vescovo che ha la porta del suo cuore sempre aperta e che accoglie con il suo “Eccomi”;
buon Natale agli agenti di polizia penitenziaria e a tutti i Direttori delle carceri che riescono sempre a cogliere il volto di Cristo in ogni uomo ( ed io ho la gioia di conoscerne alcuni),
buon Natale a coloro che attendono il risultato di un’analisi clinica con una speranza in fondo al cuore,
buon Natale a coloro che passeranno il primo Natale della vita senza il sorriso terreno della loro sposa;
buon Natale anche a tutti coloro che non hanno capito e insistono nel cercare Cristo in un regalo o in una magnata sotto l’albero
Gesù nasce nei cuori di coloro che aprono quella famosa porta che ha una sola maniglia, quella interna…
Gesù nasce anche oggi in ogni luogo, anche nel più inopportuno,

io, michele cuttano, diacono e sposo, non ho conosciuto altro Dio.




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