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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano


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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


















Orologio
da polso con croce San Daminano
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25 Dicembre Natale del Signore (s) - NIENTE TRUCCO STASERA...



Natale, mica anche quest'anno nasce Gesù?
Vediamo...
La famiglia che Dio ha scelto per donare al mondo Suo Figlio è una famiglia che ha abbandonato un luogo dove era conosciuta, sicura, tutelata, per
recarsi in un luogo dove aveva poche sicurezze...
Aveva un mondo esterno non certamente accogliente...
Iniziamo male ma, anche questa, è una scelta di Dio.
Nessuna sicurezza, neppure un luogo idoneo per partorire
Dio che subito si schiera, che si manifesta come Lui vuole.
Per il Figlio unigenito di Dio non c'è una reggia ma un luogo da clochard!
Sapete, la verità è che questa scelta di Dio dopo più di duemila anni risulta ancora umanamente inaccettabile.
Sì, a tutti quanti fa piacere, sinceramente piacere, vedere il presepio con una casetta il bue e l'asinello, i pastori e la stella e la farina per la neve e
l'acqua che scorre in una inverosimile fontana a getto continuo e dentro la stalla una famiglia povera, nullatenente, senza fissa dimora...
e si intristisce il nostro cuore, ritorniamo tutti bambini..., non è vero?
Ah, la magia del Natale.
Sai che pensavo?
Quanto è amara per Cristo e per i tanti "poveri Cristi" che affollano le nostre città questa nostra magia del Natale;
Quanto è amara questa nostra "romantica trasmissione della fede" rispetto ai tuguri veri dell'umanità;
quelli dove ancora oggi Cristo sceglie per venire al mondo.
No, non sono arrabbiato con i presepi;
Non è con i presepi che ci perdiamo e, in verità, non è neppure con i presepi che ci ritroviamo cristiani...
Sono i nostri simboli cristiani, sono importanti se rimangono dei simboli e aiutano a riappropriarci delle realtà che rappresentano.
Sai che mi viene in mente?
Che quando scruto un presepe penso alle famiglie, anche alle nostre famiglie.
Mi chiedo se le nostre famiglie hanno conservato almeno un aspetto di quella famiglia di Dio a cui l'umanità del tempo aveva assegnato
semplicemente una catapecchia di una borgata sconosciuta di nome Betlemme di Efrata.
Già, il presepe potrebbe portarci a confrontarci con la famiglia di Gesù.
Che cosa ne abbiamo fatto della cellula più importante della società?
Il luogo della donazione reciproca?
Il luogo della trasmissione della Fede?
Il luogo del dialogo?
Il luogo dell'accoglienza con il prossimo debole?
Il luogo dell'incontro con Dio?
Il luogo dell'accettazione della sofferenza?
Il luogo del perdono?
Il luogo dell'Amore di Dio verso tutta l'umanità?
Già, questo è quanto un pur piccolo e semplice presepe vorrebbe insegnarci...
Come sono lontane le nostre famiglie cristiane da quella di Nazareth.
E' il momento per fermarci a riflettere?
Come abbiamo cercato di migliorare le nostre esistenze?
Come sono ridotte le nostre famiglie?
Strumento di un sistema di consumismo?
Un albergo a ore?
Un campo di concentramento?
Un covo di vipere?
Una recita di un interno familiare stile "casa Cupiello"?
Una camera a gas del marito nei confronti della moglie e viceversa?
Il luogo dove l'Ego strafottente muove i primi passi per poi realizzarsi in una società?
Magari le nostre abitazioni strutturalmente non sono dei tuguri ma potrebbero esserlo a livello umano e spirituale
Abbiamo, diciamoci la verità, materialmente tutto.
Ma ci scontriamo con una apparentemente assurda infelicità.
Diamo la colpa alla società, al mondo "esterno" dimenticando che la società è una grande famiglia formata da tante piccole famiglie.
E se i nostri giovani sono bulli non lo sono solo per un mondo "esterno" malato;
E se i nostri giovani non sanno neppure lontanamente come la sessualità sia qualcosa di Santo, la colpa non è del mondo esterno;
E se per televisione ci sono tante trasmissioni da tracollo cerebrale, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se la vita non vale niente, quando questa diventa una sofferenza quotidiana, la colpa non è del mondo esterno;
E se oggi degli esseri umani vengono ridotti, anche nelle nostre città ,in stato di schiavitù, la colpa non è del mondo esterno;
E se oggi c'è un essere umano che muore in una delle tante silenziose guerre ammazzato da un fucile "made in Italy" la colpa non è solo del mondo
esterno;
E se oggi c'è un essere umano in qualsiasi luogo di questo mondo che muore perché non ha un tozzo di pane, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se oggi ci sono degli esseri umani che vendono il proprio corpo sul ciglio di una statale, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se nel periodo di Natale le rapine aumentano in maniera esponenziale, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se i matrimoni sono i luoghi di una bella recita quotidiana dove l'amore è morto e stramorto, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se anche molte nostre Chiese si sono svuotate, la colpa non è solo del mondo esterno;
E se una vita umana vale niente la colpa non è solo del mondo esterno;
E se anche un altro centinaio di altre cose negative possiamo trovare, la colpa non è solo del mondo esterno.
E' che abbiamo dimenticato semplicemente e spudoratamente Dio, magari relegandolo in un presepe.
Caro Michele, caro fratello, è appena il caso di rimetterci davanti ad un presepe e pensare concretamente a dove dobbiamo andare a mettere le mani
nella nostra vita;
a dove Cristo vuole entrare concretamente in noi oggi...
Ognuno di noi ha un vissuto da cui sta scappando a gambe levate perché troppo scomodo, una situazione di vita velata di amarezza o carica di
sofferenza...
Bè, forse quello è il nostro "tugurio" dove c'è Cristo che ti chiede di nascere;
il posto più accogliente che noi possiamo offrire quest'anno a Gesù.
Da quella situazione di vita può venire la Luce che illumina non solo te ma anche tanta gente che incontrerai nelle pagine della tua vita.
Sai, è anche la nostra missione...
Quanto è banale terminare questo mio commento facendo gli auguri ma sento di doverlo fare;
perdonatemi.
Che Cristo possa nascere nel cuore dei miei amici carcerati e nel cuore degli uomini che li custodiscono;
Che Cristo possa nascere nel cuore dei miei amici malati terminali e nelle loro famiglie;
Che Cristo possa nascere nei cuori disperati dei miei amici malati di depressione;
Che Cristo possa nascere nei cuori solitari dei miei amici abbandonati dai loro coniugi;
Che Cristo possa nascere nei cuori feriti dei miei amici che subiscono maltrattamenti in famiglia;
Che Cristo possa nascere nel cuore dei sacerdote che si fanno carico anche di trovare una casa a chi sta in mezzo alla strada;
Che Cristo possa nascere nei cuori di tutti quelli che hanno una data fissata di condanna a morte.
Il raccontino è vecchio, già proposto in passato ma ho l'impressione che vada ancora bene....:
Un fabbro apprendista, stanco di stare alle dipendenze di altri, un giorno volle mettersi in proprio e aprì bottega per conto suo. Comprò un mantice,
un'incudine, un martello e si mise a lavorare.
Ma invano. La fucina restava spenta e non dava segni di luce. Un vecchio fabbro, allora, a cui il giovane chiese consiglio, gli disse: hai tutto quello che
ti occorre, fuorché la SCINTILLA!
La mia e la tua scintilla: L'Amore di Gesù.

Vi giunga un saluto dal tugurio dove ho accolto Gesù (il mio cuore), vostro servo inutile.





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