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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 25 novembre 2012 34ª del Tempo ordinario.

Letture: Dn 7,13-14; Ap 1,5-8; Gv 18,33b-37.

YOUR LOVE IS KING



Stranamente il Vangelo di questa Domenica, chiamata di “Cristo Re”, ci presenta Gesù che viene sottoposto ad un giudizio umano…
Cristo dopo aver subito un processo religioso ne subisce anche uno politico.
Gesù viene accusato di essere Re
Un Gesù non troppo regnante direi, poco divino..
Per noi il re è colui che impone la sua volontà, che domina usando la legge del più forte.
Nel mondo è questa violenza, questa forza che garantisce, pur iniquamente, la convivenza.
Quando questo potere decade vi sono dei tumulti, lo scorrere del sangue, della violenza estrema.
Un’altra eventuale convivenza si impone usando sempre la stessa arma: la violenza.
Purtroppo le cronache della storia di tutti i tempi sono piene di questi eventi, sempre, non solo oggi.
Come è mai possibile che il Figlio di Dio si presenti all’umanità come un “povero” Cristo?
Sento di dover partire subito, a modo mio:
Ci sono due mondi che si contrappongono, che non possono assolutamente sussistere.
Non solo nella società; magari solo là.
Nel mondo è normale che ci sia questa opposizione ad un regnante così umanamente debole.
E’ in noi cristiani che non possono sussistere, è nelle nostre anime che avviene lo scandalo più grande.
E’ scandaloso quando…
Quando noi cristiani aspettiamo Cristo Re secondo dei criteri umani;
quando noi cristiani ci comportiamo come servi di un re di giustizia umana;
quando noi cristiani ci aspettiamo un Dio che vendichi, che faccia piazza pulita dei cattivi di questo mondo;
quando noi stessi imbracciamo questa perversa e falsa idea di cristianesimo e combattiamo per il Regno di Dio con la violenza (non solo fisica).
Ecco, non mi riferisco solo ai fatti di cronaca, quelli di cui siamo spesso spettatori, non sempre passivi.
Anche a quelli.
Infatti ci sono dei momenti in cui noi, in mezzo alla folla, siamo chiamati a scegliere fra la giustizia di Cristo e fra la giustizia di Barabba;
fra Cristo Re o Barabba re.
Spesso avviene che siamo chiamati, come cittadini, a esprimerci su un’idea che poi diverrà legge per la nostra società.
Magari quella particolare volta abbiamo scelto di toglierci l’abito da cristiano, un po’ fuori moda e antiquato rispetto ad una proposta splendidamente confezionata per l’uomo dei nostri tempi.
Poi ci siamo accorti che era una bel “pacco” contenente solo morte.
Siamo chiamati a toglierci l’abito del cristiano nel sociale, nella vita di tutti i giorni.
Si può fare se il tuo essere cristiano è un abito;
Ma se il tuo essere cristiano è il tuo cuore dubito che potrai toglierti il cuore dal petto.
Quanti esseri umani non sono venuti al mondo anche per una scelta fatta da cristiani;
da cristiani con l’abito del cristiano…
Certo se iniziamo a vivere la vita come spettatori dietro ad una televisione a ad un computer in un social network è normale che dopo qualche notizia al Tg cominciamo a comportarci come degli adolescenti abbandonati dietro ad una play con un gioco violento.
Senti parlare di “regolamenti di conti”: dopo venti anni ammazzato per fare giustizia del parente a sua volta stramorto ammazzato…
E che ti salta in mente?
Cosa ci vorrebbe?
Certamente un re potente, più forte dei violenti.
No, non è un pensiero che ti coglie per cattiveria o perché ami la violenza.
Coglie perché facciamo leggere la nostra storia dal demonio, dal principe di questo mondo.
E allora il male si vince con un male più grande.
Sì, scusa ma Cristo è Re…
Ma che trono occupa in questo mondo?
“ma il mio regno non è di quaggiù…”.
Poi, sai, c’è una regalità di Cristo che vuole realizzarsi anche nel piccolo delle nostre esistenze, nel silente quotidiano che poi sono le nostre vite di tutti giorni.
Mi riferisco hai vissuti nelle mura domestiche, in tutte le quotidiane incomprensioni fra moglie e marito, alle nostre soluzioni umane quando un rapporto a “due” diventa di una disperata solitudine.
Quando le tue lacrime si raccolgono solo nei fazzoletti di carta da buttare e nessuna mano te le asciuga sul volto.
Ai nostri “giusti perché motivati” tradimenti quotidiani.
Sai, forse non ci avevi mai pensato ma anche lì scegli di servire un “re”.
Mi riferisco a tutte quelle volte dove, sul posto di lavoro, si sceglie la “bustarella” perché il prossimo ventisette del mese(giorno di paga del pubblico dipendente) è sempre più lontano, troppo lontano… e non riesci a far fronte agli studi dei figli, alla pizza del sabato sera, alle maglie griffate dei ragazzi, all’ultimo telefonino….
Ai nostri “giusti e motivati” furti quotidiani.
Ma sempre furti sono!
Sai, forse non ci avevi mai pensato ma anche in quelle situazioni scegli di servire un “re”.
Mi riferisco a tutte quelle volte in cui la sofferenza ci coglie quando non ce lo aspettavamo, proprio quando ce la “dovevamo godere”;
quando la sofferenza prende i nostri cari;
quando un genitore vede suo figlio soffrire e pensa a quello che sarà il suo domani…;
quando la vita ti ha così bastonato che non hai più voglia e forza di andare avanti;
quando la depressione è la tua compagna, quella che ti porta a letto, quella che ti toglie la fame, quella che ti toglie le forze fisiche, quella che ti toglie il tramonto la sera e l’alba al mattino, quella che ti fa dire al mattino “quando sarà sera” e la sera “quando sarà mattino”.
Sai, forse non ci avevamo mai pensato ma anche in quelle situazioni scegliamo di servire un “re”.
Ma ditemi, Cristo “intronizzato” dove lo troviamo?
Il Suo trono è la Croce;
La Sua corona è di spine;
Il suo scettro è una canna.
Il suo esercito è fatto di uomini che conoscono un solo modo di combattere:
Amare.
Se il mondo scegliesse Cristo come Re i popoli non sarebbero nazioni ma famiglie;
Se io e te scegliessimo Cristo, Re delle nostre esistenze il nostro prossimo sarebbe nostro fratello da amare come noi stessi.
Scegliere Cristo come Re della propria esistenza significa interrompere la catena del male,
significa al male rispondere con l’amore.
Significa perdonare il nemico.
E’ la regalità della Croce.
Sceglier Cristo come Re della propria esistenza significa far entrare la vera gioia, la gioia della donazione nella propria esistenza.
Sì, al seguito di Cristo Re abbiamo una chiamata:
la chiamata alla gioia.
Vuoi sapere chi è il re della tua vita?
Cerca la gioia, se trovi la gioia, se la tua vita, pur nelle tribolazioni, sperimenta la gioia Cristo è Re.
Dimmelo tu ora:
Cristo è il Re della tua vita?
semplicemente un servo inutile in Cristo


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