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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 25 Agosto 2013 XXI domenica tempo ordinario - Anno C

Letture: Isaia 66, 18-21; Salmo 116; Ebrei 12, 5-7. 11-13; Luca 13, 22-30


IL TESTAMENTO DI TITO…




“Ma io mi salverò?”
Vi è mai venuto questo dubbio?
A volte ci tranquillizziamo pensando che ci saranno dei “saldi di fine stagione” e tutti dentro;
altre volte, in giornate nere, ci convinciamo che Dio nel Regno dei Cieli “soffrirà” di solitudine…
Come se la salvezza fosse una febbre che viene e che va o un abito da indossare o da togliere.
Ed invece Gesù ci dice che…
“Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”
Quando la porta è stretta noi pensiamo subito di allargarla, ma siamo noi che ci dobbiamo fare piccoli.
Questi primi versetti ci fanno subito capire che per entrare nel regno dei Cieli non conta l’appartenenza ad una determinata categoria, tipo essere “credenti frequentanti” e neppure se sei un “ordinato”, conta solo tu chi sei!
Il Vangelo ci fa capire che quelli che rimangono fuori conoscono bene il padrone, lo chiamano “Signore” e hanno bevuto e mangiato alla Sua presenza, sono Suoi concittadini perché Lui ha insegnato nelle loro piazze! Capite, non è una questione di privilegi umani, quelle che noi chiamiamo “conoscenze”. Il Padrone di casa dirà “Non so di dove siete”.
Che Parola terribile ma, lasciatemelo dire, anche meravigliosa.
Sì, non ho preso una botta in testa, questa è una Parola meravigliosa perché libera l’uomo da ogni limite umano, territoriale, di casta, di blasone, di religione, di raccomandazione, di gerarchia, di rito… Chi opera l’ingiustizia non appartiene a Dio e Dio non lo riconosce.
Se su questa terra sei stato intimo a Dio indossando paramenti esterni che ti hanno “allargato”
invece che farti piccolo piccolo, non puoi entrare nella porta stretta di Gesù!
Sapete, ci sono stati e ci sono grandi cristiani che si sono fatti piccoli, ultimi…
Volete dei nomi?
Papa Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, San Pio da Pietrelcina, San Francesco d’Assisi,
certamente che la lista è lunga. Sapete, ci sono grandi cristiani che si stanno facendo piccoli per farci capire che anche noi, se vogliamo piacere a Dio, dobbiamo farci piccoli, umili, servitori!
Tipo il nostro Papa Francesco!
Non possiamo negare che sono stati dei “grandi” ma che si sono fatti piccoli per entrare per la porta stretta.
Come?
Condividendo la sofferenza del prossimo, sporcandosi le mani nel dolore del prossimo,
caricandosi sulle spalle il male del prossimo.
Non certamente sono rimasti comodi comodi seduti in sedie gestatorie o in conventi o in luoghi protetti o in regni terreni.
Hanno rinunciato ai loro privilegi umani…
Come dimenticare San Francesco d’Assisi che si spoglia delle vesti ricche del suo padre terreno Bernardone e si fa accogliere dal suo vescovo…
Desidero riportarvi di seguito quel momento della vita di San Francesco, forse non tutti lo ricordano: “Francesco, non appena il padre finì di parlare, « non sopportò indugi o esitazioni, non aspettò né fece parole; ma immediatamente, depose tutti i vestiti e li restituì al padre [...] e si denudò totalmente davanti a tutti dicendo al padre: "Finora ho chiamato te, mio padre sulla terra; d'ora in poi posso dire con tutta sicurezza: Padre nostro che sei nei cieli, perché in lui ho riposto ogni mio tesoro e ho collocato tutta la mia fiducia e la mia speranza
Francesco diede così inizio ad un nuovo percorso di vita. Il vescovo Guido lo coprì pudicamente agli sguardi della folla (pur non comprendendo a pieno quel gesto plateale). Con quest'atto di manifesta protezione si volle leggere l'accoglienza di Francesco nella Chiesa.”
Forse quei vestiti erano troppo larghi per entrare nella porta stretta e San Francesco scelse la porta stretta.E San Pio da Pietrelcina, obbediente che si metteva da parte nel silenzio?
Questo “farsi piccoli” appartiene oggi alla nostra vita?
Questo “farsi piccoli” appartiene oggi a noi Chiesa?
Ce lo dobbiamo chiedere sinceramente e non nasconderci dietro a dei proclami o abiti esterni domenicali, il Vangelo ce lo dice con estrema chiarezza:
“Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
La seria riflessione e invito alla conversione del cuore che ci dona questo Vangelo ci porta ad una gioia immensa: “vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi”.
Possiamo dire che questo versetto è dedicato a tutti quelli che non sono mai stati guardati e ammirati dal mondo ma che sono sistematicamente, quando va bene ignorati, in genere disprezzati e non tenuti neppure in conto, inutili, che non sappiamo che farcene, quelli che si usano come un panno per pulire il “parabrezza” della nostra vita e quando poi non servono più e vengono gettati in chissà quale secchio di solitudine ed indifferenza umana.
Ma Dio sa,
Dio va oltre le apparenze,
legge nel cuore di ogni uomo.
Possiamo non ringraziare Dio per questo meraviglioso Vangelo?

servo inutile, gettato nel secchio…





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