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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Domenica 23 Dicembre 2012 IV Domenica Avvento Anno C

Letture: Michea 5, 1-4a; Salmo 79; Ebrei 10, 5-10; Luca 1, 39- 45 -

LA VITA E’ ADESSO




Ci siamo quasi e…
Accade nella nostra storia qualcosa di inaspettato, qualcosa che noi non abbiamo mai pensato:
Dio sta cercando casa!
Dove potrebbe mai andare ad abitare?
Forse che noi possiamo fare qualcosa per renderci utili a riguardo?
Chiediamolo come sempre al Vangelo.
Partiamo dicendo che, se ospiti qualcuno nella tua vita, è consigliabile che ti informi prima chi è, potresti avere brutte sorprese, ti pare?
Il Vangelo è chiarissimo.
L’ospite si chiama Gesù.
Come voi ben sapete i nomi nella cultura ebraica hanno una importanza estrema perché sottintendono la missione.
Dio salva, questo è il significato del nome Gesù, questa è la missione di Cristo, portare la salvezza ad ogni uomo.
Ecco, tranquillamente, Dio, per realizzare questa Sua volontà, avrebbe potuto fare a meno di tutto e di tutti…
E’ Dio, l’Onnipotente, per cui non ha bisogno di collaboratori nell’operare.
Eppure Dio sceglie degli uomini deboli, a volte umanamente insignificanti.
Dio sceglie, per far venire al mondo Suo Figlio, una vergine di un paese sperduto.
La cosa stupenda è che Dio si è “annidato” nel seno della Vergine Maria per generare tutta l’umanità a vita nuova.
Tutte le volte che un essere umano accoglie Dio nella propria vita c’è sempre un cambiamento radicale.
Maria dopo che accoglie Gesù si fa subito, sentite sentite, serva!
“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.”
Si reca da Elisabetta per donarsi!
Tutte le volte che Dio “irrompe” nella vita di un essere umano c’è una missione da svolgere, un compito che cambia non solo la vita di chi riceve Dio ma cambia la vita anche a tante altre persone.
La prima esistenza ad essere cambiata è quella di Elisabetta,
viene ricolmata dallo Spirito Santo:
“Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”
Vorrei presentarti una provocazione: Hai mai pensato che Dio voglia incarnarsi anche in te?
Hai mai pensato che un tuo “Sì” a Dio possa coinvolgere tante persone?
Hai mai pensato che un tuo “No” a Dio possa coinvolgere tante persone.
Pensa un attimo se la Vergine Maria, di fronte all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele avesse detto un bel “NO”?
In fondo Maria è fatta di carne come me e come e te.
Era una donna con delle attese di vita, come tante, ma con una svolta inaspettata.
Avrebbe potuto dire anche:
“Caro angelo, ho altri progetti personali più importanti!
Vorrei avere una vita serena, secondo i canoni del tempo che vivo…”
E invece lo sai quale è stata la risposta di Maria?
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Appena detto il Suo “sì” a Dio non si arrocca in una pur dovuta regalità
Se confrontassimo le nostre risposte a Dio con quella della Vergine Maria dovremmo amaramente dire che Dio, se fosse dipeso da noi, il Figlio all’umanità ancora non sarebbe riuscito a mandarlo.
Anche da noi oggi Dio aspetta un nostro “Sì”.
Un “sì” di accettazione magari di una storia scomoda, una sofferenza, una morte precoce, una situazione di sofferenza psicologica, una vita diversa da quella che avremmo scritto noi.
Ognuno di noi è chiamato tutti i giorni, con le azioni concrete, a dire il proprio: “Eccomi, sono un servo.”
Questo non è un compito solo personale dei cristiani,
ma anche come comunità cristiana nel mondo.
La presenza dei cristiani nella società si concretizza nell’accoglienza, nel servizio.
Già, l’accoglienza…
Ma cosa sta accadendo alle nostre città?
Ci arrocchiamo nelle nostre città, nelle nostre regioni, nelle nostre economie, convinti di appartenere ad una razza con diritti maggiori.
Non abbiamo il coraggio di dircelo,
ma già in passato qualcuno ha iniziato a mettere un popolo a parte, a fare ghetti, a mettere fuori dal tessuto sociale, a marchiare con numeri e stelle…
C’è Dio che cerca una dimora,
e scommetto che hai difficoltà a vedere per le strade della tua città questo Dio che cerca casa.
E magari ti preoccupi di mettere il bambinello nel tuo caldo presepe di casa…
C’è posto nei nostri cuori per Cristo?
Se c’è posto nei nostri cuori c’è posto anche nelle città dove viviamo…

semplicemente un servo inutile



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