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Omelia Domenicale e Festiva a cura di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli Omelia Domenicale e Festiva

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Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario

Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme

Il Libro Consigliato

Domenica 22 Gennaio 2012 - III domenica Tempo ordinario Anno B

LETTURE: Gio 3,1-5.10; Sal 24; 1 Cor 7,29-31; Mc 1,14-20

HERE, THERE AND EVERYWHERE (QUI, LA’ E IN OGNI LUOGO)



Gesù cammina per le nostre strade,
anche quando sono storte e fangose.
Lui non ama starsene comodamente arroccato in un fortino parrocchiale quando l’uomo si perde.
Un Dio che non si preoccupa se i suoi piedi si insozzano, un Dio che scende in campo in prima persona, un Dio che non ha paura di parlare ai suoi figli e dire delle cose molto ma molto scomode!
Gesù nel suo cammino incontra degli uomini presi dalle loro attività giornaliere, dalle loro difficoltà di vita.
Pescatori che gettavano le reti; pescatori che riassettavano le reti…
Come sono simili a volte le nostre situazioni di vita a quelle di questi uomini.
Intenti a lavorare, a cercare di sbarcare il lunario, uomini tutti presi da una crisi economica, intenti a ricucire alla meglio le loro esistenze strappate in più posti.
Mi capita spesso di incontrare nella gente questo atteggiamento di vita:
Vivere la propria esistenza senza grandi aspettative, anzi molto sfiduciati, con un vissuto che si ripete ciclicamente nel quotidiano, come i cavalli di una giostra che girano, girano, ma non si muovono mai dallo stesso posto.
Ma sai, passa Gesù.
Mi dirai: “Sì, vabbé, sai quante volte mi hanno detto che è passato…? Ma tu lo vedi il telegiornale? Capisci il mondo come va?”
Siamo incarnati a vedere un mondo che và sempre peggio, il male che raggiunge un limite massimo e dopo un pò raggiunge un altro “massimo più massimo di prima”.
La prima cosa che il Figlio di Dio annuncia è:
“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”
Sarebbe proprio una novità.
Un presunto “Regno di Dio” che è vicino.
In realtà aspettavamo con ansia e trepidazione la glaciazione o il riscaldamento terrestre o la fine della recessione…
Ma il Figlio di Dio darebbe questa notizia anche al mondo d’oggi?
O forse Gesù farebbe meglio a dire: “E’ tutto da rifare, abbiamo sbagliato tutto”.
Crisi economica, terrorismo, delinquenza, carceri piene, turismo sessuale, politici corrotti, mafia, droga, bustarelle, mano lava mano e tutte e due lavano la faccia, armamenti atomici, vicini di casa che ti danno filo da torcere, preti che ti fanno proprio…, diaconi peggio che andar di notte, cristiani scristianizzati, parenti che “il Signore lo sa”, i figli, le mogli, i mariti…
“Boom, baboom”
Che succede, cos’è questo rumore?
Ci sono cadute le braccia!
Bene, cari fratelli, vediamo di raccoglierle perché Gesù passa nella nostra vita e ci dice con forza qualcosa che ci fa intendere che le braccia e le gambe e il cuore (soprattutto) ci servono:
“Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”.
Vuoi sapere il Regno dei cieli dov’è?
“Ed essi, lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, lo seguirono”
Il Regno dei cieli è già in mezzo a noi tutte le volte che noi stessi, con coraggio, lasciamo le nostre reti e seguiamo Cristo.
Sì, ci vuole coraggio a seguire Gesù.
Ma il problema è che quella “rete” per noi rappresenta il nostro tutto, le nostre sicurezze, ci siamo quasi convinti che da quella “rete” dipenda la nostra vita e lasciandola siamo persi!
E’ così che quel nostro attaccamento diventa la nostra prigione, la cella della nostra anima.
Il nostro quotidiano illuderci di riempirci di vita solo perché produciamo un qualcosa che all’improvviso ci pianta in asso con un bel “conto in rosso”.
Che giornate amare sono quelle in cui ti metti a tirare le somme di una vita.
La cosa peggiore è che magari le persone che ti stanno intorno pensano che tu vivi “con il sole in fronte”, alla grande…
Peggiore perché poi non puoi neppure sfogarti con nessuno!
E c’è Gesù che ti chiama, che ti dice proprio ora, nel tuo stato di vita: “Convertiti Michele”.
Pensa come potresti seguire Gesù sul posto di lavoro, con quel particolare direttore;
Pensaci un po’ a seguirLo in famiglia con la moglie, con i figli;
Pensaci un po’ a seguirLo nel condominio, con quel vicino di casa particolare;
Pensaci un po’ a seguirLo in parrocchia con quella signora pettegola che sembra una “giornalista”;
Pensaci un po’ a seguirLo con i parenti che arraffano e fanno finta di niente;
Pensaci un po’ a seguirLo in quella tua malattia;
Pensaci un po’ a seguirLo quando hai tanta voglia dell’altra donna che ti sa capire;
Pensaci un po’ a seguirLo con i tuoi pensieri che a volte ti portano in certi posti;
Pensaci un po’ a seguirLo quando qualcuno ti ha detto che ti fara’ saltare per aria non in modo simbolico.
Caro fratello, siamo abituati a pensare ad un “cristianesimo da comitiva”, nel senso che quando Gesù dice “Seguitemi”, noi aspettiamo prima che si incamminino tutti gli “altri” e poi ci avviamo pure noi.
Bell’ipocrita che si nasconde in ognuno di noi.
Il “Seguimi” è per me, per te.
Il “convertiti” ha come punto di partenza il mio cuore, non il cuore del prossimo...
Questa settimana vi dono un raccontino tratto dal pensiero Zen:
Mokusen Hiki viveva in un tempio della provincia di Tamba. Un suo seguace si la¬mentò con lui per l'avarizia della propria moglie. Mokusen andò a trovare la moglie del suo seguace e le mise davanti al naso il pugno chiuso:
"Che cosa vuoi dire con questo?", domandò, stupita, la donna.
Le rispose Mokusen: "Supponi che il mio pugno rimanga sempre così. Come lo definiresti tu?". "Deforme", ribatté lei.
Allora Mokusen spalancò la mano davanti al viso della donna e chiese: "Ora supponendo che rimanga sempre così, che cosa ne diresti?".
"Che è un tipo diverso di deformità", rispose la donna.
"Se capisci questo", con¬cluse Mokusen, "sarai una buona moglie". E se ne andò.
Caro fratello, il cuore del cristiano, in quanto vivo, è chiamato a chiudersi al peccato ed aprirsi a Cristo…,
questo movimento si chiama CONVERSIONE.

servo inutile, finche’ ci sono


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