Articoli Religiosi, Paramenti Sacri, Libri e Gadget Religiosi

Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 21 Luglio 2013 XVI Domenica del T.O. anno C LETTURE: Gn 18, 1-10; Sal 14; Col 1, 24-28; Lc 10, 38-42 STARE SENZA DI TE…





Sapete, ci modi differenti nell’accogliere Cristo, anche all’interno della Chiesa…
Pare che non basti aprire semplicemente una porta o riempirsi la bocca di paroloni!
Gesù va a casa di Marta e Maria, accolto, ma…
Stati d’animo e modi diversi di ricevere Cristo che mi portano a pensare ai luoghi in cui a volte mi ritrovo per il mio ministero.
Effettivamente ci sono dei luoghi in cui la “Parola” viene accolta con interesse, con semplicità, con gioia e dei luoghi in cui c’è una grigia accoglienza di anime con scoliosi spirituale che le porta a vedere solo i proprio piedi e i propri vissuti…
Già, la gioia e la fatica di stare con Gesù…
Certe celebrazioni; certe preghiere; certe “buone azioni”;
certi modi di essere “cristiani che si sforzano…”.
Eppure entrambe le sorelle appartengono alla stessa famiglia, vivono sotto lo stesso tetto.
Per cui non c’è una contrapposizione di credo fra le due sorelle…
Maria, si mette ai piedi di Colui che passa attraverso tutti i luoghi, anche quelli dove noi ci siamo persi.
Maria ascolta la Sua Parola, non perde e non dissipa niente di quanto esce dalla Sua bocca.
Per lei la Parola è un bene prezioso.
Se non riesce a piacere a Dio con le azioni si prende però il piacere di stringersi a Lui;
perché Lui ha scelto lei.
“Marta invece era distolta per i molti servizi.”
Marta invece è presa dalle tante cose che si “devono” fare.
Lei pensa ed è convinta che a Dio piacerà per il suo atteggiamento di servizio;
Marta vuole obbligare Cristo a sentirsi suo debitore. Dio si accorgerà di lei perché lei Gli impone la sua fedeltà! Rendendosi conto che questo non avviene fa venire fuori l’essenza del suo servizio…
il suo parlare e il suo atteggiamento sono tutto un programma!
“Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire?”
Ho trovato una traduzione della prima parte di questo versetto che ci aiuta a capire meglio il pensiero di Marta, quello che serbava nel cuore, ve la riporto:
“Pertanto, fattasi sopra, disse”
Effettivamente Maria e Gesù erano seduti e Marta, in piedi, si erge a giudice supremo sia della sorella e sia di Cristo! Queste parole di rimprovero mi sembra di averle già sentite da un certo fratello maggiore ad un Padre misericordioso che accoglieva un figlio peccatore che si pentiva amaramente. Marta sa anche cosa si dovrebbe fare, suggerisce a Dio la soluzione…
“Dille dunque che mi aiuti”
Quante volte anche noi abbiamo tutta una serie di soluzioni umane ai problemi del mondo e della Chiesa; soluzioni nate semplicemente dai nostri egoismi. E’ il combattimento fra l’uomo religioso che si converte a Dio con le proprie forze e con i propri meriti e l’uomo che si affida a Dio, che in Lui ripone ogni speranza e merito. Può essere una realtà anche nelle nostre comunità cristiane…
Quello che umanamente può sembrarci giusto può anche essere lontano, come il cielo dalla terra, dai pensieri di Dio. Il nostro modo di vivere, di essere Chiesa non è ispirata da criteri umani.
Onestamente quanti regni umani e muri abbiamo visto cadere. Attenzione però, Cristo non esclude Marta, anzi…
« Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta ».
E’ bello che Gesù chiama Marta per nome due volte, insomma, la “richiama”!
Gli pone dinanzi come una “prova del nove”, una “cartina di tornasole” del suo servire…
Lo dice a Marta, lo dice a te, lo dice a me, lo dice alla Sua Sposa…
Se questo servire il Signore ti crea affanni, tensioni, turbamenti, ti toglie la gioia…
Allora caro fratello interrogati seriamente, guarda bene che strada stai percorrendo, lasciati aiutare nello scrutarti interiormente. Se nel donarti a Dio perdi la pace vuol dire che la tua fonte del servizio non è pura; se senti di portarti il mondo sulle spalle vuol dire che il tuo ispiratore non è Dio.
Anche lucifero ha un bel compito, ma l’intenzione, la fonte non viene da Dio!
Non siamo noi che moriamo per Dio; è Dio che in Cristo ci dona la Sua Vita.
Questo è l’annuncio del Vangelo; l’annuncio che salva il mondo; Il Kerigma che la Chiesa porta al mondo. Il cristiano sa che la parte migliore, quella veramente indispensabile che dà il senso della vita è l’Amore di Dio. Mi capita di “scendere in campo” e di fermarmi con il fratello ammalato, carcerato, o con il fratello che vive a “gonfie vele”, o con il fratello che vive nella povertà più estrema.Mi rendo conto che tante sono le necessità che spingono l’uno o l’altro ad avere aspettative di vita, speranze, pur giuste recriminazioni. Ognuno di noi pone a propria difesa un presunto “legittimo impedimento” che si scontra con un “legittimo accanimento” del mondo esterno…
Ma di una sola cosa l’umanità intera ha bisogno: l’Amore di Dio che si riceve e che poi si dona.
Se da Dio ricevi amore non trattieni più niente per te…
E’ così il buon Samaritano, dopo essersi fermato la settimana scorsa a guarire ferite del corpo, questa Domenica viene a guarirci nel profondo dell’anima…
Diveniamo Chiesa come Maria…

un servo ufficialmente inutile





Torna Indietro Pagina Indice Omelie




Home Page