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Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano

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Narrare la Fede ai Figli
Omelia Domenicale e Festiva


La Libreria Edizioni Paoline di Pisa propone numero due quadretti in Argento adatti per ogni occasione e ricorrenza: Nascite, Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni ecc. ecc

CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

V Domenica di Quaresima anno "C" Domenica 21 Marzo 2010

LETTURE: Is 43,16-21; Sal 125; Fil 3,8-14; Gv 8,1-11

PIETRA SU PIETRA…


Ci avviciniamo alla Pasqua.
I farisei e gli scribi fanno un dono enorme ad un essere umano peccatore:
“Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio…”
A loro insaputa, loro malgrado, se l’avessero lontanamente immaginato non l’avrebbero mai fatto, diventano strumenti della Misericordia di Dio.
Sapete una cosa, anche se non sono un anziano ma semplicemente un servo della Chiesa ho capito come la pensa Lui!
Lui si serve di tutte le strade, anche quelle non solo storte ma proprio “accappotate” per Amare.
L’epilogo giusto, “legale”, di questo brano evangelico si chiama lapidazione, condanna a morte.
E’ una storia umanamente segnata, come tante altre nelle quali io e te ogni giorno ci imbattiamo.
Io a causa del mio ministero sfioro, vengo a contatto, mi scontro con queste storie.
Un flagrante tradimento alla Legge.
In un interno di matrimonio quando proprio non reggi più dopo anni e anni di resistenza, in un ufficio pubblico, in una parrocchia, in uno studio legale,
in un supermercato, in una azienda efficiente, in uno studio medico, in un condominio, in una storia di disperazione e solitudine, in una malattia, in un
volontariato, in un…
Si materializza tutta la nostra debolezza, la nostra violazione all’obbligo di fedeltà… alla Legge.
“Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.”.
C’è una giustizia umana che vorrebbe abbassare e usare Dio.
Sai, questa giustizia non appartiene solo ai farisei e agli scribi di quel tempo.
E se fossimo noi quegli scribi e farisei?
Magari senza rendercene conto indossiamo noi quei miseri abiti giudicando “l’adultero” di turno che il Signore, nella Sua immensa Bontà, continua a
metterci davanti.
Già, troviamo sempre qualcuno che è tanto più peccatore di noi e gridiamo “giustizia”.
Pensiamo che ce lo possiamo e dobbiamo permettercelo;
abbiamo ricevuto troppo male da quella persona…
… e con il nostro giudizio diveniamo più schifosi di quella persona!
E allora senza riconoscere a questo essere umano un briciolo di dignità cominciamo a renderlo “pubblico peccatore”, lo esponiamo alla giustizia degli
uomini e pretendiamo che Dio diventi il nostro burattino…, che faccia la nostra giustizia.
Che poveracci che possiamo diventare.
Il peccato di giudizio porta ad una patologia spirituale incredibile:
La cecità dell’anima, sei nel peccato più profondo, quello che puzza di morte e ti preoccupi di portare altri al patibolo…!
“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”.
Che Parola tosta questo Vangelo;
si avvicina la Pasqua ma non per tutti.
“Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani”.
Caro fratello o sorella, tu invece che hai fatto?
Te lo dico io.
Hai preso le tue pietre e iniziato a lapidare, a buttare i tuoi giusti sassi.
Sassi che possono essere parole, dure come schiaffi, laceranti come pugnali contro tuo fratello, contro tua sorella, contro Dio che ha scelto di mettersi
al fianco del lapidato.
Sai una cosa?
Quelle pietre ti ritorneranno addosso.
Sereno, non per mano di Dio o di chi hai lapidato, ma per mano di colui che ti ha fatto la catechesi della lapidazione;
per mano di quello che ti ha ingannato ed è entrato nel tuo cuore attraverso la sofferenza;
per mano di quello che ti ha ingannato dicendo che la tua giustizia avrebbe lenito le tue umiliazioni;
quello che tu hai scelto di far entrare nel tuo cuore ferito.
“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?
Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”
E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno, và e d’ora in poi non peccare più”.
Cristo la pensa così;
se il tuo modo di pensare, di giudicare è diverso, non ti offendere,
ma lascia che te lo dica con molta sincerità:
Non sei cristiano.
Sicuramente sarai un sacco di cose belle e affascinanti ma non sei cristiano.
Sarai un filantropo, un pio, uno che dice che non crede, in un saggio, un credente di uno dei tanti pensieri stupendi di cui il mondo è stracolmo, ma tu
con Gesù non hai nulla in comune.
Ti senti ferito che lo dico?
Accetta questo modo d’Amare di Dio.
Non schiodare Cristo dalla Croce, non gridare al mondo che scegli la giustizia di Barabba.
Scegli il perdono, addolcisci le acque amare della tua vita con il legno della tua Croce,
altrimenti ti avveleni per primo tu, non riuscirai più ad amare, neppure te stesso!
Questo Amore perdona prima la tua miseria, il tuo essere su un angolo di strada a cercare elemosina da viandanti superficiali.
Ascoltami, non accontentarti di briciole, prenditi l’Amore vero che ti viene donato da Dio.
E se questa povera donna portata al pubblico ludibrio fosse la Chiesa?
Sì, io e te!
La Chiesa non ha che una sola fonte di sopravvivenza:
il Perdono di Cristo.
Io e te, tutta l’umanità abbiamo una sola speranza di sopravvivenza:
il Perdono di Cristo.
Caro fratello del 2010 non barattare la tua vita con quattro misere monete di giustizia umana.
Rompi i tuoi legami con il peccato, i nostri debiti sono stati pagati, spalanca le porte del tuo sepolcro ed entra nella vita eterna.
Accetta l’amore di Dio che è PERDONO.


Semplicemente un servo inutile in Cristo.


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