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Il Santo del Calendario:
Omelia Domenicale e Festiva a cura
di Don Michele Cuttano



CROCE DI SAN DAMIANO IN ARGENTO
Crocefisso di San Damiano in Argento

Braccialetto Rosario in Argento e Cristalli Swarovski con Croce e Medaglia Miracolosa
Braccialetto Rosario in Argento



Abbastanza grande per esser indossato come collana rosario
Rosario originale di Betlemme



Domenica 19 Gennaio 2013 II Domenica Tempo ordinario - Anno A

Letture: Isaia 49, 3.5-6; Salmo 39; 1 Corinzi 1, 1-3; Giovanni 1,29-34

DON’T LET ME DOWN GEORGE BAILEY, LA VITA E’ MERAVIGLIOSA, C’E’ UN CLARENCE ANCHE PER TE!




C’è un nuovo cammino da iniziare …
La Parola di Dio ci indica subito, con chiarezza, quale strada da percorrere,
senza la regnante confusione che gli uomini di questo tempo riescono a generare in ogni campo della vita: la Strada è Cristo. C’è una “venuta” di Cristo verso l’umanità. E c’è un testimone, Giovanni il Battista, che Lo indica, che riconosce in Cristo non semplicemente una bella figura storica.
A noi cristiani può far comodo confondere la Presenza di Cristo e pensare che sia semplicemente il più grande guaritore della storia dell’umanità;
che Cristo sia un grande uomo dal pensiero elevatissimo;
che Cristo sia il fondatore di un movimento meraviglioso …
Bei pensieri edificanti e seducenti ma, lontanissimi dalla Verità.
“Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”
Tutta la Sacra Scrittura è gravida di questa Promessa per l’umanità.
Il Promesso Agnello di Dio appartiene ad un popolo!
La Sua presenza nella storia dell’umanità è per questo popolo.
No, non ho preso nessuna botta mistica in testa.
L’Agnello di Dio è per l’umanità peccatrice non certo per quella che si ritiene giusta anzi creditrice davanti a Dio!
Ancora una volta la Parola di Dio sovrasta le nostre strade umane.
Cristo è per l’uomo che conosce il peccato e quindi è anche per noi Chiesa.
Uno dei mali che avvolge sempre di più la nostra umanità è la perdita del senso del peccato.
Tutto è diventato lecito, sempre, all’apparenza, infiocchettato con larghi sorrisi e tanta dolcezza.
Ogni nostro comportamento sembra che non produca nessun male.
E’ il lavoro di satana, dell’ingannatore.
Il convincerci della sua non esistenza e che il male non esista.
La cronaca dei nostri giorni è intrisa di questa perversa sapienza.
Quanti maestri e scienziati alzano le loro voci sbandierando verità assolute che poi vengono smentite dopo qualche anno dagli stessi loro colleghi…
Se volete degli esempi subito serviti…
Negli anni settanta “menti illuminate di buio” affermarono che fino a tre mesi la vita di un feto era qualcosa di inesistente, un vegetale senza pensieri, senza capacità di provare dolore e piacere, insomma un “qualcosa” che si poteva pure strappare e gettare via.
“Pare” che la “scienza ufficiale” abbia fatto la scoperta (arrivata troppo tardi per milioni di esseri umani che nel frattempo sono stati soppressi) che dal primo istante del concepimento c’è tutto l’uomo!
Nel frattempo c’è una umanità ingannata che continua ad affermare che la vita, solo perché così piccola e indifesa, è un suo possesso e che permettere che questa vita continui a crescere o meno sia un suo diritto, una sua scelta, un suo diritto accordare giorni di vita.
La scienza, l’uomo, è fallace ed è la stessa scienza che spesso ce lo dimostra.
Il peccato non è una invenzione dei preti, purtroppo.
C’è e l’uomo non riesce con le proprie forze a liberarsene.
Cerca di “infiocchettarlo” ma,
il male è male, sempre.
Questa affermazione ha il sapore di una sconfitta?
Dobbiamo accettarla, ripeto non è solo la religione che ce lo dice;
è la storia dell’umanità.
Quante storie ho ascoltato di grandi grande sofferenze che nascono nel cuore di un essere umano quando qualcuno ci “mette le mani addosso”.
Le mani dell’uomo su un altro uomo sono spesso per arraffare, per violentare, per togliere una intimità che è dignità dell’anima.
La Mano di Dio restituisce; prende il male da noi e ci dona la vita.
In qualsiasi situazione di morte tu ti trova fratello, confida in Lui, permetti a Cristo di guarirti.
Permettiamo a Dio di entrare nella nostra storia, di metterci le Sue Mani per guarirci.
Ho incontrato e incontro più volti assetati di Cristo nell’umanità “malata” che in quella in “salute”. Anzi, spesso, nell’umanità in salute, Cristo è diventato un “optional” o un ospite sgradito e scomodo!
E come Chiesa abbiamo un grande compito: Presentare l’Agnello di Dio al mondo perso.
Come diceva il caro Massimo Troisi, rivolgendosi a San Gennaro chiedendo una “grazia”, in una parodia che in fondo appartiene a molti cristiani, “San Gennà, io so’ cliente e mi devi fare il trattamento di riguardo…”
Bene, la Chiesa di Cristo si interessa, ha cura, di chi non è “cliente”, di chi non ha da dare nulla in cambio, dobbiamo ritrovare in noi questa antica e mai superata vocazione della ricerca dei lontani.
Guai a pensare di assolvere alla nostra chiamata di cristiani conducendo solo la pastorale sacramentale.
Come Chiesa testimone dobbiamo indicare Cristo al mondo.
Pensare di accostarci all’uomo del mondo, anche di culture e fedi differenti, senza Cristo è una tentazione.
E’ vero, in tante religioni c’è una scheggia dell’Amore di Dio ma, credetemi, in Cristo c’è la pienezza.
E’ Cristo che salva l’umanità, anche quella che non Lo conosce.
Accettare nella propria esistenza Cristo “Agnello di Dio” significa accettare nella propria vita l’unico Amore che ha la forza di fermare il male.
Cristo per l’umanità è la Novità vera che ci cambia nel profondo.
Certo è una novità inattesa quella di Dio che si presenta al mondo come un agnello.
I potenti di questo mondo, le “mentalità vincenti” disprezzano la mitezza, la mansuetudine dell’agnello, mettono il bavaglio al cristiano pensando di poter far tacere Dio …
Chissà quante volte nella nostra vita, in certe stagioni amare, abbiamo pensato che il nostro peggior difetto è stata la bontà! A causa della nostra mitezza sicuramente siamo stati venduti da qualche Giuda che si è ben celato in mezzo ai “dodici”.
Ma Cristo ha vinto il mondo, Lui rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili.
Seconda Domenica del Tempo Ordinario, sinceramente così straordinaria in Cristo…

un servo inutile.




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